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La politica culturale di Augusto

L'età Augustea, il periodo che vide la fine della repubblica e l'ascesa del principato, fu segnata dall'affermarsi di un profondo cambiamento dell'assetto politico-istituzionale.
Nell'età Augustea grande sviluppo ebbero le arti come la scultura o l'architettura, basti pensare all'"Ara Pacis" o al "Pantheon".
In questo periodo nacquero le prime biblioteche pubbliche.
Augusto appoggiò il lavoro dei letterati , a questi ultimi, però, non chiede il compito di elogiare la sua figura, ma di promuovere le sue idee rivoluzionarie. Proprio per questo motivo gli scrittori dell'epoca promossero la pace, elogiarono il principato, ristabilirono la morale religiosa, difesero le tradizioni italiche e diffusero il culto della patria.
Nonostante tutto la poesia augustea non si sviluppò solo in campo politico, ma trattò anche temi di natura filosofica come l'amore e l'odio.
Nell'età Augustea cambia radicalmente il rapporto tra letterati e stato. Avevamo visto nel passato, con Lucrezio e Catullo, che i poeti avevano sviluppato un atteggiamento rinunciatario e provocatorio verso l'organizzazione politica , ora gli intellettuali sono appoggiati dallo stato.

Augusto, però, non riuscì a fermare il declino delle tragedie e delle commedie. Anche il genere epico-storico, con il passare del tempo, affrontò un periodo di decadenza, infatti l'unica opera di rilievo fu l'Eneide di Virgilio.

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