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Publio Terenzio Afro nacque nel 185/184 a.C. a Cartagine, venne a Roma come schiavo e poi divenne liberto. Egli fu un commediografo di ispirazione greca (con forte fedeltà ai modelli, stile semplice e regolare, intenti morali), che aveva l'intenzione di trasmettere messaggi al pubblico, ispirandosi all'ideale dell'humanitas (benevolenza reciproca).

Terenzio prese parte al “circolo Scipionico” (si dice che fece da prestanome per le opere degli aristocratici filelleni), scrisse sei commedie tra il 166 e il 160 a.C., messe in scena da Lucio Ambivio Turpione. Morì nel 159 a.C. durante un viaggio in Grecia e in Asia Minore.

I commediografi da cui prende le opere sono Menandro e Apollodoro. Nella sua produzione c'è un forte uso della “contaminazione” (inserimento di una o più scene da un'altra opera greca); si nota una soppressione del “prologo espositivo” dove avrebbe dovuto spiegare la trama dell'opera, in quanto si dedica alla descrizione della sua poesia e risponde alle critiche; inoltre non ci sono pezzi cantati.

Il linguaggio e lo stile sono pacati, si parla infatti di “purismo lessicale” in quanto ci sono pochi giochi di parole e volgarismi, l'umorismo è più sottile e amabile, piacevole.

Trama tipica:
• ostacoli amorosi che dopo peripizie (equivoci, inganni, riconoscimenti, ecc.) si realizzano;
• personaggi frequenti: senes, adulescens, schiavi, parassiti, ecc.

Elementi tipici (Terenzio sta attento alla coerenza e verosimiglianza):
• effetti di suspence (alone di mistero) e sorpresa rafforzati dall'assenza del prologo espositivo;
• illusione scenica: l'autore vuole dare l'impressione di un mondo a sé in cui lo spettatore si immedesima

Personaggi (ne descrive il carattere facendoli sembrare il più verosimili possibile):
• protagonisti principali: padri e figli, i primi si preoccupano per la felicità dei figli e della famiglia. Le sofferenze amorose sono rappresentate con partecipazione e simpatia.

Aspetti morali delle opere:
• tema dell'educazione dei figli: Terenzio (con gli “Adelphoe”) vuole dimostrare che per formare bene un giovane i padri non devono essere severi ed autoritari, ma più indulgenti e permissivi (ciò riflette sul modello autoritario del mos maiorum). Messaggio centrale delle opere di Terenzio è l'esortazione all'humanitas (benevolenza, solidarietà, rispetto nei rapporti interpersonali). Un aspetto fondamentale di questo principio morale è la gentilezza, la dignità (che racchiude l'affidabilità, la buona educazione e le buone maniere);

• relativismo etico: nuova e anticonformistica è l'affermazione che non ci siano delle verità assolute e dei comportamenti giusti o sbagliati, perché questa è una scelta che va presa in base al nostro interlocutore.

Critiche e commenti riportati a Terenzio:
• scarsa efficacia comica rispetto al modello comico
• notevoli qualità linguistiche (eleganza e purezza).

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