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La cortigiana e la suocera


Anche nei personaggi socialmente più marginali Terenzio è capace di infondere il germe di una sensibilità nuova: persino la cortigiana, così, può assumere atteggiamenti molto umani e affettuosi , rompendo il cliché della seduttrice avida e interessata. Allo stesso modo, anche la figura della suocera, in genere tratteggiata come una vecchia arcigna e ostile, può acquisire i connotati gentili della madre premurosa, capace persino di sacrificare se stessa per la felicità del figlio e della nuora .
In generale, tutti i personaggi connotati da un maggior approfondimento psicologico rivelano soprattutto l’eccezionale capacità di riconoscere i propri
errori e di maturare soluzioni positive e adeguarsi alla contingenza.


Le situazioni delle commedie, in effetti, appaiono spesso complicate e bisognose di interventi risolutori, e in tal senso sollecitano l’azione dei personaggi: seduzioni sprovvedute, confusioni ed equivoci, accuse e contrasti segnano la trama di tutte le commedie terenziane e, spesso,conoscono uno scioglimento solo grazie all’intervento di un caso fortunato (la Tyche), che appiana i contrasti e prepara il lieto fine .
La partecipazione a questa vicenda di crisi e risoluzione è favorita dall’autore in modo programmatico: diversamente da quanto accade nel teatro plautino.
I prologhi di Terenzio non forniscono, infatti, informazioni sulla trama,ma costituiscono spazi esclusivi in cui l’autore si riserva di discutere questioni di poetica e di replicare alle accuse dei detrattori e degli avversari.

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