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Teatro romano: origini e carattere

Il teatro romano non nacque da cerimonie religiose come avvenne per il teatro greco che era derivato da cerimonie in onore al dio Bacco. Esso trae le sue origini dalle feste campagnole che i contadini erano soliti tenere nelle piazze dei villaggi e nelle campagne. Quindi, la rappresentazione teatrale a Roma ebbe origine da uno spettacolo di allegria. Perché durante queste feste i contadini cantavano, danzavano e si scambiavano beffe e battute spiritose, a volte perfino un po’ volgari. È facile capire che da una atmosfera simile non poteva nascere la tragedia. Infatti, quasi tutti gli autori di teatro della Roma antica scrissero commedie e farse. I più grandi commediografi furono Tito Maccio Plauto e Publio Terenzio, entrambi vissuti a.C. Assai famose sono le commedie il “Miles gloriosus” e l’ “Aululària” di Plauto. Gli scrittori di tragedie si ispirarono a quelle greche. Il maggiore tragediografo f Seneca, vissuto nel i secolo d.C. e di cui ci sono state tramandate 9 tragedie.
I Romani, da popoloro rude e conquistatore quale era, non apprezzavano molto il teatro perché assistere ad una rappresentazione significare una perdita di tempo e per questo motivo lo chiamarono “ludus” (= gioco). Per molto tempo, e cioè fino al I secolo a.C., a Roma non ci furono teatri stabili. Di solito, erano edifici di legno che venivano smontati o distrutti dopo lo spettacolo. Il primo teatro in pietra fu fatto costruire da Pompeo nel 55 a.C. Dato il concetto che i Romani avevano del teatro, gli attori erano tenuti in scarsa considerazione. Tuttavia i migliori, cioè quelli che arrivavano a far divertire maggiormente gli spettatori, erano pagati lautamente. Per esempio, ci sono state tramandate delle testimonianze da cui risulta che Quinto Roscio, uno dei più celebri attori romani, vissuto nel I secolo, riuscì a mettere da parte una vera fortuna.
Una rappresentazione teatrale che dal I secolo a.C. ebbe molto successo fu il “mimo”. Era uno spettacolo in cui gli attorti esprimevano a gesti ciò che avrebbero dovuto dire con le parole. Il mimo era l’unico spettacolo teatrale a cui erano ammesse anche le donne. Persino Caligola e Nerone si esibirono in pubblico come attori di mino. Sappiamo anche che,per quanto fossero mediocri, essi ottennero ugualmente grandi successi, ma la ragione è semplice: il pubblico era comunque obbligato ad applaudirli.
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