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Plauto nel tempo


Le commedie plautine ebbero successo sia durante la vita del commediografo sia successivamente, tanto che furono inscenate fino al I secolo a.C. Durante l’età di Augusto (I secolo d.C.) le commedie plautine subirono un brusco arresto in concomitanza con l’affermazione di valori estetici basati sull’armonia e sulla perfezione, in contrasto con la rappresentazione e il linguaggio plautino. Dal II secolo d.C. si affermò un movimento culturale detto “arcaicizzante”, motivo per cui Plauto tornò ad essere oggetto di studio per gli autori pre-classici. Durante il medioevo le commedie plautine ebbero poca rilevanza e diffusione poiché non incluse nei programmi scolastici in quanto non conformi alla regolarità classica. Altro motivo di scarsa diffusione fu l’assenza di un messaggio morale non conforme all’interpretazione e alla cultura classica cristiana, che era quella prevalente al tempo.
Con la riscoperta dei classici, propria del XV secolo le commedie plautine tornarono ad essere lette e rappresentate sia in latino che in lingua tradotta. Il pubblico era formato da intellettuali di corte, che fecero nascere un teatro di imitazione classica, ma in lingua parlata italiana. Infatti, durante il rinascimento, molti autori tra cui Machiavelli e Ariosto scrissero commedie ispirandosi al modello plautino, trasportandolo però ad una ambientazione contemporanea. Grazie all’influenza latina sulla commedia rinascimentale, fu influenzata anche la commedia dell’arte, nata in Italia a metà cinquecento e diffusasi in tutta Europa fino al Settecento.
La commedia d’arte era caratterizzata da comicità “tipizzata”. Le opere di Plauto ispirarono scrittori quali Molière, Goldoni il quale considera i commediografi latini e greci come un “antidoto” ai maestri contemporanei e pedanti.
Dal XVIII secolo in poi Plauto rientrò nei campi di osservazione della critica letteraria; infatti, attualmente è uno degli autori più studiati dell’antichità. Oltre al valore letterario le sue opere fornirono importanti informazioni sulle evoluzioni della lingua latina; infatti è anche possibile ricostruire le caratteristiche del “sermo cotidianus”. Riguardo al teatro, le sue opere vengono tutt’oggi inscenate, seppur in traduzione, rendendo di conseguenza una minima parte del potenziale.
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