Nevio


- È di origine campana, partecipa alla fine della 1° guerra punica (264-241 a.C.). Non ha origini aristocratiche, anzi è in conflitto con la famiglia dei Metelli che era molto in vista, apparteneva alla vecchia aristocrazia romana, che voleva condizionare la libertà degli intellettuali. È morto nel 204, in esilio in Africa.

- Egli è un poeta che elabora in modo originale, senza precedenti, la poesia civile, è un letterato impegnato pubblicamente (guerra), coinvolto nella vita politica dello Stato con necessità di esprimersi con la poesia.

- Il Bellum Poenicum è un poema epico, quindi in versi (saturni), in cui racconta la sua esperienza; trova il massimo impegno civile espresso in un’opera. I contemporanei trovarono motivo di poesia; la guerra si concluse prima della sua morte. L’opera completa comprende 4-5000 versi, di cui sono rimasti 60-70, questi versi sono stati anche trascritti. Raccontando della 1° guerra punica parla di attualità, di fatti che diventano poesia. Nevio non si sofferma a raccontare in versi la bravura e le strategie dei Romani contro i Cartaginesi, quindi dando un valore celebrativo a Roma, ma inizia il racconto dalle origine mitologiche della città. Quindi ci sono da una parte fatti e personaggi reali, dall’altra ci sono situazioni legate al mito.

- Secondo la leggenda scelta da Nevio, Roma è stata fondata da Enea dopo la distruzione di Troia, prima fu costruita Albalonga successivamente Roma dai discendenti di Iulio (Gens) tra cui Augusto. Un limite del poema è la contrapposizione dei due blocchi: reale e mitologico, questa critica ha “demolito” l’opera. Racconta che le cause della guerra sono che Enea non obbedisce a Didone, che lo voleva trattenere e farlo diventare re di Cartagine, ma lui rispetta la volontà degli dei, quindi fonda Roma; in realtà le cause sono di carattere economico. Nevio vuole dimostrare che questo conflitto era prescritto.

- La lingua è ancora un po’ scarsa, ma si nota che nella parte mitologica supera la ricchezza lessicale della lingua greca. Egli ricorre a figure retoriche, soprattutto di suono: allitterazione, assonanza.

- Scrive anche tragedie, come “Romulus”, in cui racconta la fondazione di Roma e “Clastidium” in cui riporta la battaglia di Casteggio del 222; scrive anche commedie, di cui la più piacevole è "Tarentilla", che è una ragazza di Taranto che si prende gioco dei suoi corteggiatori.

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