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Nevio

Nevio fu uno dei primi scrittori della letteratura latina. Mentre Livio Andronico era uno schiavo grecizzato Nevio era un italico che proveniva da Capua in Campania.
Per questo motivo Nevio più che Livio Andronico si fece interprete del mondo romano, dei sui costumi, dei suoi ideali laddove Andronico fu soprattutto espressione della cultura greca tramandata a Roma.
Dopo che i romani erano in contatto con il mondo greco si erano creati due schieramenti:
- Alcuni romani vedevano di buon grado la cultura greca, ammiravano la loro cultura, la loro filosofia, il loro modo di vivere più libero. Tra questi vi erano soprattutto gli Scipioni un importante famiglia filoellenica. Questi romani volevano diventare come i greci e per ciò cominciarono a tradurre le loro opere.
- Altri domani invece non videro di buon grado la cultura greca perché avevano paura che essa così libertina e astratta potesse corrompere i romani che invece avevano un forte senso della famiglia e dei valori tradizionali ed erano poco propensi alla filosofia, essendo dediti solo alle attività pratiche.
Nevio appartiene alla seconda categoria di romani come si evince in un famoso verso di una sua opera teatrale: fato metelli fiunt consules.
La parola fato è ambigua può essere considerata in senso positivo come a dire che erano gli dei a volerlo, oppure in senso negativo come a voler dire che i Metelli pur non avendo alcun merito, divennero consoli per caso. I metelli famiglia filoellenica intesero il verso in maniera negativa e fecero arrestare Nevio.
Questo verso ci aiuta a capire che Nevio non ebbe paura ad esprimere la sua visione politica e culturale tradizionalista filo ellenica. Anche la sua opera più importante il Bellum paenicum ci dimostra quanto amasse la tradizione e il mondo romano. Nevio scrisse un’opera epica in lingua originale in cui racconta la storia di Roma, lui aveva partecipato alla prima guerra unica nel suo poema parla di essa. Racconta tutto quello che è successo a Roma prima della guerra, della fondazione della prima guerra cartaginese. In questo opera non ci sono solo fatti storici ma anche leggendari e mitologici. L’opera è scritta in versi saturni tipici della tradizione italica laddove i greci usavano l’esametro. L’opera inoltre segue il racconto anno per anno proprio come gli annali del pontifice. L’opera inoltre fa riferimento alla traduzione dei Carmina. La scelta di narrare episodi della storia romana e non miti greci la scelta del verso Saturno il riferimento i Carmina e agli annali testimoniano che Nevio fu considerato dagli antichi il primo vero scrittore latino.
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