Bannato 544 punti
Ennio

Ennio è ritenuto il vero 'padre' della letteratura latina.
Egli nasce nel 239 a.C. a Rudiae, una cittadina della Calabria, trascorse gli anni della sua formazione a Taranto. Nel 204 giunse a Roma con Catone (questore in Sicilia e in Africa), incontrato in Sardegna dove prestava servizio militare durante la seconda guerra punica. A Roma svolse l'attività di insegnante, ma ben presto si affermò come autore di opere teatrali. Nel 189 Marco Fulvio Nobiliore si fece accompagnare in Grecia, nella battaglia di Ambracia, perché celebrasse le sue gesta. Era protetto e favorito da questi e dalla casata degli Scipioni; a differenza di Omero che cantava i miti antichi, alcuni autori ellenistici celebravano le epiche gesta dei sovrani, così Ennio celebra Nobiliore (Ambracia) e Scipione l'Africano (Scipio). Morì nel 169 a.C.
Il successo di Ennio ebbe inizio dalle sue opere teatrali; della produzione comica si conservano solo due titoli, mentre di quella tragica conserviamo circa venti titoli, brevi citazioni dei drammi e circa 400 versi; il tema è il ciclo troiano.
Il suo capolavoro sono gli Annales, un poema epico che celebra tutta la storia di Roma dalle origini fino ai suoi tempi. Egli si definisce dicti studiosus (studioso della parola, "filologo") poichè fu il primo a usare l’esametro, il metro di Omero, e a dividere il poema in 18 libri. Gli Annales sono chiamati così per gli Annales maximi, le registrazioni degli eventi redatte dai pontefici massimi anno per anno, da questo si deduce che Ennio sceglie l’ordine cronologico per la narrazione.
Inizialmente doveva essere un poema di quindici libri con il trionfo di Nobiliore, suo protettore, come fase conclusiva; in seguito ve ne aggiunse tre per aggiornarlo con la celebrazione di altre imprese romane. L'opera è importante per i due grandi proemi (libro I-libro VII). In questi c'era l'invocazione alle Muse e il racconto di un sogno, in cui gli era apparsa l’ombra di Omero, che gli rivelava di essersi reincarnato in lui; in questo modo Ennio si sente il continuatore di Omero.
Lo stile è sperimentale e innovatore, incentrato molto sulle figure di suono, gli effetti drammatici e patetici, l'insistenza sui sentimenti e la grande commozione, tutto per intensificare il pathos.
Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email