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Riassunto sul circolo scipionico

Quando si parla di “Circolo degli Scipioni” si parla di uomini politici e letterati sia romani che greci, vissuti nel II secolo a.C. che si concentrarono attorno alla figura di Scipione Emiliano. Lo storico di origine greca, di nome Polibio, deportato come ostaggio dopo la terza guerra macedonica, divenne un intimo amico di Scipione Emiliano. Nel Circolo degli Scipioni molti storici e letterati romani e greci vissero il momento culmine dell’ellenizzazione romana. Qui le due tendenze trovarono una conciliazione tra conservatori e innovatori con la consapevolezza del bisogno di arricchire il mondo romano con l’apporto della cultura greca, conservando e rispettando i valori tradizionali. Dall’incontro tra spirito romano e filosofia greca nasce l’ideale dell’Humanitas ((solidarietà che lega gli uomini e si esprime nella cordialità, benevolenza e tolleranza, tutto ciò rappresenta lo spirito di fratellanza e la base della civiltà). Secondo degli studi recenti, riguardo l’ellenizzazione della cultura romana il circolo degli Scipioni è “limitato” poiché esso si basa quasi totalmente sull’esistenza di due testi scritti: il De Republica e il Laelius De Amicitia, dialoghi filosofici scritti da Cicerone in cui Scipione Emiliano e i suoi amici sono i soli ed unici protagonisti. La rappresentazione che Cicerone ci mostra dell’ambiente scipionico è “costruito” su dati storici. La presentazione del “circolo” ha favorito la concentrazione di un processo culturale: i personaggi del “circolo”, molto spesso, sono visti come gli unici rappresentanti di una cultura con tendenze ellenizzanti.

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