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Teocrito: opere non classificate

Oltre agli idilli e ai mimi urbani, Teocrito compose nella sua vita altre opere, non direttamente classificabili nelle due categorie precendenti, ma riconducibili ad essi alla lontana (basti pensare che vi sono studiosi che considerano lo scritto 'Ila' uni degli idilli bucolici).

- Ila. Narra il mito in modo callimacheo, come lo fa Apollonio (incerta la presenza di aemulazio). Esprime però esplicitamente l'amore tra Ila e Eracle, a cui Apollonio allude soltanto.
- Epitalamio di Elena. Struttura dell'epitalamio. Un coro di vergini canta fuori la camera nuziale dove Menelao ha condotto Elena. Esse cantano l'imeneo, il canto della prima notte di nozze.
- Piccolo Eracle. Narra il mito di Eracle ancora in fasce che strozza due giganteschi serpenti inviati da Era ad uccidere lui e suo fratello gemello Ificle. L'atmosfera è stranamente giocosa e volutamente antiepica.

- Lene. Contiene un'invocazione a Dionisio, di tipo innografico. Venne tramandato nella versione di Apollonio.
- Dioscuri. Questo è invece un vero e proprio inno, dedicato ai Dioscuri. Fu tramandato nella versione di Pindaro.
- Encomi. Sono due. Uno è dedicato a Ierone ed è chiaramente artificioso, fittizio, utile per discutere del topos della poesia come mezzo per eternare le gesta di grandi uomini. L'altro è dedicato a Filadelfo e si nota subito la differenza: quest'ultimo risulta infatti sia più sincero, sia più confidenziale.

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