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La storiografia ellenistica

Della storiografia di questo periodo rimangono alcuni libri di Polibio e frammenti di età greco-romana. Ci sono alcuni filoni:
Gli storici di Alessandro: focalizzano l’attenzione sul Macedone
Gli storici dell’età dei Diadochi: ci appartengono Ieronimo di Cardia e gli esponenti della storiografia tragica
Storiografia locale (Timeo di Tauromenio)
Storiografia utopistica
Storiografia pragmatica (Polibio)

Storici di Alessandro

Callistene nacque ad Olinto nel 370 a.C Dopo aver prestato servizio come storico e segretario presso Alessandro cadde in disgrazia e fu processato nel 327 per non aver fatto la προσκύνησις. Fra le sue opere da ricordare sono:
Le Gesta di Alessandro rimaste incompiute ma che arrivano al 331 a.C (battaglia di Gaugamela) miravano a immortalare le imprese del sovrano
Le Elleniche 10 libri trattavano il trentennio della pace di Antalcida (386 a.C) agli inizi della guerra sacra (356 a.C)

Eumene nacque a Cardia nel 360. Dovette redigere le Efemeridi il diario della spedizione. Sono una fonte preziosa sia per gli episodi ufficiali che le vicende private di Alessandro.

Tolomeo era una guardia del corpo di Alessandro, nel 315 a.C divenne sovrano di Egitto su cui regnò fino al 283. Scrisse un’opera attenta alle operazioni tecnico-militari di Alessandro.
Nearco di Creta descrisse la sua spedizione navale del 325 a.C. intorno alle coste dell’Asia
Aristobulo accompagnò Alessandro nella spedizione in Asia poi fece un’opera dalla conquista di Tebe del 335 a.C. alla morte
Anassimene, autore delle Elleniche: storie della Grecia dalle origini fino alla battaglia di Mantinea del 362 a.C seguita due due monografie di Filippo e Alessandro
Clitarco scrisse nel 310 le storie di Alessandro in 12 libri. Il romanzo di Alessandro rappresenta l’esempio principale del filone romanzesco, è una contaminazione tra romanzo epistolare del II secolo ed episodi tratti dalla storiografia romanzata del sovrano.
Storici dell’età dei diadochi
Raccontano i fatti successivi alla morte di Alessandro. Ieronimo nato nel 350 a Cardia scrisse un’opera (La storia dopo Alessandro) che narrava i fatti accaduti tra il 323 (morte di Alessandro) e il 272 (morte di Pirro). Grazie al continuo ricorrere al principio dell’autopsia è ritenuta obiettiva.
*queste tre storiografie sono filoni che si sviluppano durante l’età dei diadochi

Storiografia tragica

Si può riconoscere in alcuni storici, come Duride e Filarco, una tendenza alla rappresentazione drammatica e alla spettacolarizzazione degli avvenimenti narrati.
Duride nacque nel 340 a.C a Samo scrisse di letteratura, musica, arte e come opere storiografiche:
Le Storie trattavano il periodo tra il 371 e il 281
La storia di Agatocle dedicata al tiranno
Gli Annali di Samo testimoniano il gusto ellenistico per la storia locale

Filarco vissuto nella seconda metà del II secolo a.C originario di Neucrati, narrò in una Storia di 28 libri i cinquant’anni intercorsi tra la morte di Pirro e quella del re spartano Cleomene III (219 a.C)

Storiografia locale


Oltre agli Annali di Samo si possono ascrivere a questo filone la Storia indica di Megastene: opere in 4 libri che descrive le caratteristiche geografiche, politiche, sociali dell’India. Anche la Storia Egizia di Manetone: opera in 3 libri racconta la storia egizia dalle origini mitiche al 323 a.C. Berosso raccontò la civiltà babilonese dal 280. Può essere inserito in questa tipologia anche il Marmor Parium: epigrafe che riporta in forma annalistica eventi di ogni tipo dal XVI al III secolo. Infine anche Timeo di Tauromenio nato nel 356 morì in tarda età forse a Siracusa nel 260 a.C
Scrisse le Storie Siciliane in 38 libri che raccontavano la storia della Sicilia dallo scoppio della prima guerra punica (264 a.C)

Storiografia utopistica


In questo filone la storiografia si mescola con l’etnografia e la filosofia. I due autori principali sono:
Ecateo di Abdera, vissuto tra il IV e III secolo, scrisse una Storia egizia che idealizzava l’Egitto; compose anche un’opera intitolata Sugli Iperborei un popolo immaginario con un profondo senso religioso.
Evemero di Messana compose la Sacra iscrizione in cui descriveva l’isola di Panchaia. Quest’opera è il tentativo di giustificare la divinizzazione dei sovrani.
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