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Contenuti dei Moralia di Plutarco, stili e pensiero dell'autore

L'incredibile varietà di tematiche trattate nell'opera indica che Plutarco esplorò tutti gli ambiti del sapere del suo tempo.
Ricorre molto spesso all'epoché, cioè alla sospensione del giudizio, soprattutto nei confronti dello scetticismo tipico dell'accademia, per cui è possibile ritenerlo anti-dogmatico. Non si può però dire che egli sia un relativista, poiché non del tutto corretto, ma si può sicuramente affermare che il suo 'scetticismo' era tutto rivolto verso la doxa.
Riesce, come riuscì prima di lui Platone, a conciliare il politeismo con la fede in un unico Dio. Egli è infatti sacerdote di Apollo nella città di Delfi, è iniziato ai culti misterici dedicati al dio Dionisio, crede fortemente nell'immortalità dell'anima e nell'aldilà, che descrive sotto l'influenza dei pitagorici, ed è un forte seguace della teoria della trasmigrazione delle anime e, di conseguenza, della reincarnazione.

Plutarco era consapevole che la civiltà che lui conosceva e di cui faceva parte, quella di cui aveva raccolto il sapere in tutti i campi e quella che viveva quotidianamente, come arconte o come sacerdote, era destinata a sparire per sempre. Ma nonostante fosse consapevole di questo e nonostante fosse convinto che il Cristianesimo avrebbe fatto parte della società futura, egli si rifiutò di vederlo, non permise a se stesso di guardare il crepuscolo degli dei e la loro caduta, limitandosi ad ascoltare il silenzio di una società immobile che sarebbe presto scomparsa per sempre.

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