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Mimnermo di Colofone

L’autore crebbe in Asia Minore, probabilmente, o a Colofone oppure, come fa in alcuni frammenti, richiama la fondazione ionica di Smirne. Egli visse nella seconda metà del VII secolo a.C. Mimnermo potrebbe significare ‘Colui che resiste sull’Ermo’ e ciò ci fa pensare alla sua appartenenza aristocratica e alla partecipazione per la fondazione di Colofone, seguita dal racconto di Smirne. Alcuni ritengono che Mimnermo sarebbe stato auleta, cioè il suonatore di aulos; altri ritengono sia stato aulodo, cioè il poeta che canta accompagnato dall’aulos.

La sua produzione, con elementi di tipo narrativo, si colloca durante le guerre della Lidia contro le città greche, tra cui Smirne e Mileto. Solo dalle fonti conosciamo due titoli di raccolte elegiache: Nannò (in riferimento al nome della donna a cui dedicava i versi amorosi) e Smirneide (elegie sulla guerra tra Smirne e i Lidi).

Nei frammenti ritroviamo, allo stesso modo dell’epica, scenari di guerra e rappresentazioni mitiche. Le prime, però, non sono lontane dal presente, ma quasi contemporanee, cioè frutto di una memoria vicina. Il mito, inoltre, cerca di interessarsi dell’esistenza umana. È proprio all’esistenza e alla condizione umana destinata alla morte che altri frammenti sono indirizzati. Per l’autore esiste una stagione felice che dura poco e che corrisponde alla giovinezza (età dell’amore e dei piaceri) ed una triste che con malattie e sofferenze porta alla morte e che corrisponde alla vecchiaia.

La lingua e lo stile richiamano la dizione omerica, senza punti di novità. L’aspetto narrativo delle sue elegie preannuncia la fortuna che questo genere avrà negli anni a seguire.

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