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Menandro

Dal IV secolo sparisce la tragedia (solo ripetizioni spettacoli tragici dei tre grandi tragediografi) e il teatro comico di Aristofane incomincia a prendere le distanze dalla polis greca, subendo sostanziali trasformazioni. Infatti Donne all'assemblea e Pluto segnano la fine della fase Antica del teatro comico (388 a.C.), a cui segue una fase cosiddetta di "Mezzo", caratterizzata soprattutto dalla parodia mitologica e dall'assenza di tematiche politiche. Inoltre anche il coro si modifica, perdendo gli intermezzi corali. Non si può stabilire se effettivamente sia esistita o meno una fase di Mezzo. Esempi di parodia mitologica li ritroviamo in autori del IV secolo a.C. quali Antifane, Alessi, Anassandride; esempio di parodia tragica invece in Eubulo e di ilarotragedia in Rintone. Menandro è un esponente della fase Commedia Nuova. Le sue commedie abbandonano il tema politico e assembleare, approfondendo invece quello psicologico, con una trama complessa e intrecciata, ma caratterizzata da colpi di scena ed equivoci. I suoi personaggi sono uomini qualunque, "anonimi" e le loro vicende appartengono rigorosamente alla sfera del privato (banale equivoco, scambio di persona, sospetto di adulterio, ecc..). Lo scopo è quello di creare un effetto di verisimiglianza. La Tyche diventa un mezzo importante che determina e condiziona la vita quotidiana di ciascuno. Commedie più note di Menandro sono: Il misantropo (viene messa in risalto la duskolia, cioè la selvatichezza, del protagonista misantropo), La donna rapata (intreccio molto articolato caratterizzato dalla vicenda amorosa e dal riconoscimento per mezzo di oggetti), L'arbitrato (trama molto complessa il cui lieto fine è assegnato alla maturazione psicologica del protagonista), La donna di Samo (trama ben architettata basata sull'equivoco circa la vera maternità di un bambino), Lo scudo (vicende umane affidate al ruolo della Tyche). Le vicende del teatro menandreo si articolano sullo scenario di una tranquilla cittadina borghese, caratterizzate da vicende pienamente quotidiane, ricche di intrecci e sfumature. La fede tradizionale è venuta meno perché si ha la consapevolezza che, con il declino della polis, il futuro è incerto; è sostituita dalla Tyche, che evidenzia la crisi della religione tradizionale. Le vicende sono sempre a lieto fine e il momento educativo della Commedia Antica può essere ritrovato nella figura del personaggio positivo. Menandro utilizza più personaggi sulla scena teatrale e si ispira a un profondo realismo; inoltre l'influsso di Euripide è ben presente, non solo nell'intreccio delle trame, ma anche nel carattere sentenzioso di alcune commedie. Il linguaggio (lingua del IV secolo avviata a koiné) è piuttosto semplice, in cui sono del tutto assenti i tipici volgarismi aristofanei. Lo stile è quotidiano e semplice. Lo scopo è quello educativo e realistico.

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