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Isocrate: Vita e corpus letterario

Vita

Nacque ad Atene nel 436 a.C da una famiglia agiata (il padre aveva una fabbrica di strumenti musicali) in seguito decaduta a conclusione della guerra del Peloponneso. Fu un logografo come Lisia e un allievo di Prodico e Gorgia. Nel 390 a.C fonda la sua scuola di retorica e come allievi ebbe Teopompo, Eforo, Licurgo e Iperide. Secondo la tradizione morì di inedia poco dopo la battaglia di Cheronea che sancì la fine dell’indipendenza greca. Nel suo corpus si contano 21 orazioni (14orazioni epidittiche + 7 giudiziarie mai pronunciate in pubblico, ma concepite per la lettura e messe in circolazione per iscritto. Le sue opere maggiori sono senza dubbio:
• il Panegirico(380 a.C);
• A Nicocle;
• Nicocle;
• Evagora;
• Archidamo;
• Sulla pace;
• Areopagitico;
• Antidosis;
• Filippo;
• Panatenaico (339 a.C).
Orazioni dimostrative e epidittiche:
L’oratoria dimostrativa o epidittica, come ci dice Aristotele, riguarda eventi “presenti” per lodarli o condannarli come veri o falsi. Il prototipo su cui si basò fu l’Encomio di Elena di Gorgia, opera non propriamente epidittica, ma giudiziaria (nonostante fosse immaginaria e mai pronunciata), ritenuta modello di prosa d’arte in grado di mostrare le capacità dell’oratore
Orazioni legate alla scuola:
• Contro i sofisti: è il manifesto dell’attività educativa contrapposta alla filosofia platonica. L’accezione “sofista” veniva data agli eretici ma anche ai platonici. Per Isocrate non era la filosofia la forma più alta di educazione poiché la verità non è raggiungibile dall’uomo che deve piuttosto accontentarsi del verosimile. Pertanto, lo strumento della paideia non è la dialettica ma la retorica che induce alla giustizia e alla virtù grazie all’arte della parola.
• Encomio di Elena: esercitazioni di stampo sofistico sulla scia di Gorgia.
• Busiride: paradossale elogio del re egiziano, sacrificatore umano e ucciso da Eracle.
• Panegirico (380): composto in 10 anni. Mancato intervento sull’attualità. Discorso immaginario per i Greci convenuto ad Olimpia per le “celebrazioni” in onore di Zeus. Si tratta di un appello alla’unità contro i barbari (persiani), nemici e inferiori ai Greci per Isocrate. La lotta si sarebbe dovuta compiere sotto la guida di Atene. Importanza dell’opera: la definizione di “Ellenismo” come fatto culturale. Gli Elleni sono quanti aderiscono alla cultura greca
• A Nicocle: si rivolgono consigli morali al giovane re di Cipro che individua come figura regale capace di diventare punto di riferimento per tutta la Grecia
• Nicocle: discorso immaginario rivolto dallo stesso re ai sudditi
• Evagora: elogio del padre di Nicocle
• Archidamo: esortazione agli spartani di non arrendersi ai nemici dopo la sconfitta di Leuttra (371 a.C.)
• Sulla pace(355): in un momento di grave crisi per gli ateniesi suggerisce di rinunciare a ogni pretesa di imperialismo
• Areopagitico (355 circa): si propone irrealisticamente che si restituiscano all’Areopago i poteri che Pericle ed Efialte gli avevano tolto riducendolo a giudicare i reati di sangue
• Filippo (346): in cui ripropone la sua vecchia idea di guerra contro il barbaro individuando in Filippo II il sovrano che avrebbe potuto condurre i Greci alla vittoria
• Panatenaico (339): è l'ultimo discorso. Si tratta di un elogio della città al fine di rassicurare gli ateniesi sulle sue radici e sul suo patriottismo rispetto alle idee espresse nel Filippo.
Autobiografia idealizzata:
• Antidosis (353) : immagina di difendersi in una causa intentatagli da Lisimaco che lo accusava di essersi arricchito dall’insegnamento e gli propone la trierarchia: in caso di rifiuto ci sarebbe stato lo scambio dei beni. Ritiene che a buon diritto egli può essere considerato dai suoi cittadini la guida morale della Grecia.
• Dalla sua biografia sappiamo che fu davvero accusato da un certo Megacleide che vinse la causa
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