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Confronto Epica tradizionale e epica ellenistica

Nell'epica tradizionale, il poema è chiaramente oggettivo: il cantore svolge un ruolo prettamente passivo, è un mezzo, uno 'strumento' per le muse, che cantano attraverso di lui ('canta o musa').
Nell'epica ellenistica il cantore invece è il protagonista della stesura dell'opera: è lui che sceglie, seguendo il proprio spirito critico, il materiale mitico di cui parlare.
Nell'epica tradizionale poi il repertorio è come fosse senza tempo, con figure quasi sfumate e impalpabili, mentre nell'epica ellenistica gli argomenti, seppur avvolte meno noti, evidenziano in modo chiaro figure e situazioni conosciute al pubblico a cui si parla.
Inoltre, mentre nell'epica tradizionale l'eroe è dato da un connubio perfetto tra forza fisica e gesta compiute, l'eroe dell'epica ellenistica si caratterizza per il suo comportamento e per le cause che lo spingono a prendere alcune decisioni piuttosto di altre. Molto rilievo e importanza è data infatti all'interiorità, anche a causa del periodo storico particolare in cui ci si trova: siamo oramai nell'epoca di Alessandro Magno, in cui l'uomo greco si ritrova proiettato in un mondo che gli appare senza confini, costretto a confrontarsi quotidianamente con culture anche molto diverse dalla sua. Egli tende quindi a chiudersi in se stesso e a cercare un equilibrio, che prima riusciva a trovare nella comunità, in sé, nella propria interiorità, sostituendo ai valori della polis (emblematici dell'epica tradizionale) quelli intellettuali (che caratterizzano quindi l'epica ellenistica).

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