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Demostene

L'oratoria giudiziaria trova spazio nei tribunali, quella politica nelle assemblee (Gli oratori della seconda stagione trattano soprattutto i temi politici della sconfitta di Atene e dell'emergere della Macedonia), quella epidittica nasce come discorso funebre o per celebrare i giochi e le feste.
Demostene rientra nella seconda stagione dell'oratoria, similmente ad Isocrate, anche se è diversa la sua posizione rispetto ad egli (Isocrate era filomacedone, mentre Demostene è antimacedone).
Nasce ad Atene, perde il padre molto giovane e viene affidato a tutori che si approfittano della sua condizione, derubandolo del suo patrimonio. Iseo, il quale era un oratore esperto in cause d'eredità, aiuta Demostene a recuperare il suo patrimonio, il quale inizialmente si dedica alla logografia. Viene mandato, come ambasciatore, per due volte consecutive, in Macedonia per stringere la pace; una data significativa è il 346, quando viene stipulata la pace di Filocrate. C'era stata una precedente ambasceria nel 347, a cui parteciparono Eschine e Demostene. Sappiamo che Demostene, a causa della forte emozione, non riuscì a pronunciare il discorso, e la pace non venne stipulata. Bisogna ricordare che Eschine era nemico di Demostene, in quanto filomacedone.

A partire dal 324, l'astro ascendente di Demostene inizia a declinare a causa dell' "affare di Arpalo". Arpalo era il tesoriere di Alessandro Magno che lo deruba e porta il denaro con sé ad Atene. Del tesoro macedone si trova solamente una minima parte perché si pensa che Arpalo l'abbia utilizzato per corrompere i politici, i quali avrebbero permesso la sua fuga. Tra questi politici indagati vi era anche Demostene, il quale fu processato, costretto a pagare una multa e non riuscendo a pagarla, fu arrestato. Poco dopo riuscì a fuggire di prigione e si rifugiò a Trezene, poi quando muore Alessandro, nel 323, Antipatro seda la rivolta ateniese, che sperava di riacquistare l'autonomia, e a questo punto Demostene fugge a Calauria per non cadere nelle mani del nemico e si suicida.

Gli esordi oratori (356-353 a.C.)

A questo periodo risalgono le orazioni: Contro Timocrate, Contro Androzione e Contro Leptine. Furono composte in occasione dei processi seguiti alla guerra sociale, con la quale alcune città si erano distaccate dalla Lega Marittima ateniese (come Bisanzio, Chio e Rodi, soprattutto).
L'orazione Sulle simmolie venne composta in occasione della falsa notizia di un attacco navale persiano. Demostene propone di rendere più forte la flotta almpliando la fascia dei contribuenti, riuniti in gruppi di sessanta (una simmolia); ogni simmolia doveva fornire i contributi per stanziare quindici triremi. Demostene ritiene che nei confronti dei persiani bisogna attuare una politica di dissuasione, ossia bisogna farli intimorire.
Poi abbiamo le orazioni Per i Megalopolitani, abitanti di Megalopoli e Sulla libertà dei Rodiesi. Innanzitutto, in questo periodo, le idee politiche di Demostene subiscono un'evoluzione: dapprima egli è più vicino ad Euburo (politica pacifista) poi ritiene necessario la guerra. Queste due orazioni evidenziano questa evoluzione "politica": queste due città erano state attaccate dai persiani e da un principe filospartano chiamato Mausolo; tuttavia le poleis non intervengono a supporto della proposta bellica di Demostene perché continua a prevalere la linea pacifista di Eurburo.

Prime orazioni antimacedoni (dal 352 a.C.)

In questo periodo Demostene intuisce la pericolosità di Filippo; inizia a scrivere orazioni contro di lui.
Nella Prima Filippica (351-349 ca.) Demostene afferma che gli Ateniesi sono adagiati in un'apatia e non si rendono conto della pericolosità di Filippo di Macedonia; essi devono scuotersi e lottare contro Filippo.

Le Olintiache sono tre orazioni che riguardano la città di Olinto. Questa città era stata assediata da Filippo. Demostene chiede a questa e alle altre città di intervenire per contrastare Filippo e utilizzare il "teorikon" (fondo statale) ai fini militari. Anche questa volta, tuttavia, le altre città greche non ascoltano e così la città di Olinto viene conquistata e distrutta. Successivamente viene mandata, nel 347, la prima ambasceria per stipulare la pace, ma Demostene non riesce a pronunciare il discorso perché fortemente emozionato. Nel 346 viene mandata, nuovamente, la seconda ambasceria grazie alla quale si arriva alla pace. Tuttavia Demostene ritiene che la pace sia soltanto transitoria e, a tale proposito, scrive l'orazione Sulla pace.

Anni della lotta contro Filippo ed Eschine

A questo periodo è riconducibile la Seconda Filippica (344 a.C.), nella quale Demostene accusa Filippo di aver violato le trattative della pace e denuncia ad Atene la presenza di traditori filomacedoni, come Eschine e Filocrate. E' in questa occasione che Demostene citò in giudizio Eschine per aver condotto le trattative di pace troppo lentamente per favorire Filippo e, in tale circostanza, compone l'orazione Sulla corrotta ambasceria, ma l'esito fu negativo perché Eschine venne assolto. Poi abbiamo Sulle cose del Cheroneso: dato che Filippo tendeva ad attaccare le zone distanti, Demostene sostiene, in quest'orazione, la necessità di tenere un contingente militare in Tracia, per difendere quelle zone dagli attacchi macedoni. Vi sono anche la Terza e Quarta Filippica: nella terza Demostene sostiene che gli Ateniesi debbano intraprendere una campagna militare contro Filippo, o alleati o soli; la quarta, invece, è un centone, ossia una raccolta di numerosi brani di Demostene, probabilmente redatta da un compilatore successivo.

Dopo Cheronea

Nel 338, durante la battaglia di Cheronea, nella quale Filippo sconfigge le città greche (facendo, poi, un uso moderato della vittoria), Demostene fu commissionato a pronunciare un discorso ai caduti e fece parte di una commissione incaricata al restauro delle mura, contribuendo personalmente. Un amico di Demostene, Ctesifonte, nel 336, propose di incoronare Demostene in occasione della Grandi Dionisie per i suoi meriti. Tuttavia fu contestato da Eschine, il quale pronunciò un'orazione, Contro Ctesifonte, ritenendo che fosse illegale che un magistrato, nel corso del suo mandato, venisse incoronato. Demostene controbattè con l'orazione Sulla corona e vinse, invece Eschine venne esiliato. A partire dal 324 inizia il personaggio illustre di Demostene a decadere in quanto coinvolto nell'affare di Arpalo; viene accusato di corruzione per aver favorito la fuga di Arpalo, così fugge e infine si suicida.

Stile di Demostene

Demostene scrive principalmente in Attico, anche se possiamo trovare nelle sue orazioni diverse forme dialettali. La sua caratteristica stilistica fu la veemenza (infatti il suo stile è molto incisivo e vario), tanto che egli venne apprezzato da Dionigi di Alicarnasso e dall'autore anonimo dello scritto "Sul Sublime" (il primo testo critico della storia). Nel mondo latino fu soprattutto apprezzato da Cicerone, che lo riprese e studiò a lungo per la composizione delle sue Filippiche (Antonianae).

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