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riassunto de La bambola di terra e acqua da Opere e giorni di Esiodo

Testo La bambola di terra e acqua


“O figlio di Iapeto,
tu che fra tutti nutri i pensieri più accorti,
tu godi del fuoco rubato e di avermi ingannato,
ma a te un gran male verrà, e anche agli uomini futuri:
io a loro, in cambio del fuoco, darò un male, e di quello tutti
nel cuore si compiaceranno, il loro male circondando d’amore
Così disse e rise il padre di uomini e dèi: Efesto illustre ordinò poi che, veloce,
intridesse terra con acqua, vi ponesse dentro voce umana
e vigore e, somigliante alle dee immortali nell’aspetto, formasse
bella e amabile figura di vergine; poi ad Atena
che le insegnasse i lavori: a tesser la tela dai molti ornamenti,
e che grazia intorno alla fronte le effondesse l’aurea Afrodite
e desiderio tremendo e le cure che rompon le membra;
che le ispirasse un sentire impudente e un’indole scaltra
ordinò ad Ermete, il messaggero Argifonte.
Così disse, e quelli obbedirono a Zeus Cronide signore;
allora di terra formò l’illustre Zoppo
un’immagine simile a vergine casta, secondo la volontà del Cronide;
la cinse e l’adornò la dea glaucopide Atena,
attorno le dee Grazie e Persuasione signora
le posero auree collane, attorno a lei
le Ore dalle belle chiome intrecciaron collane di fiori di primavera;
ed ogni ornamento al suo corpo adattò Pallade Atena.
Dentro al suo petto infine il messaggero Argifonte
menzogne e discorsi ingannevoli e scaltri costumi
pose, come voleva Zeus che tuona profondo, e dentro la voce
le pose l’araldo di dèi e chiamò questa donna
Pandora, perché tutti gli abitatori delle case d’Olimpo
la diedero come dono, pena per gli uomini che mangiano pane.
Poi, dopo che l’inganno difficile e senza scampo ebbe compiuto,
ad Epimeteo il padre mandò l’illustre Argifonte,
araldo veloce, a portare il dono degli dèi; ed Epimete
non volle porre mente, come a lui Prometeo diceva,
a non accogliere mai dono da Zeus Olimpio, ma rimandarlo
indietro, che qualche male non dovesse venire ai mortali:
però solo dopo che l’ebbe accolto, quando subì la disgrazia, capì.
Prima infatti sopra la terra la stirpe degli uomini viveva
lontano e al riparo dal male, e lontano dall’aspra fatica,
da malattie dolorose che agli uomini portan la morte
– veloci infatti invecchiano i mortali nel male –.
Ma la donna, levando con la sua mano dall’orcio il grande coperchio,
li disperse, e agli uomini procurò i mali che causano pianto.
Solo Speranza, come in una casa indistruttibile,
dentro all’orcio rimase, senza passare la bocca, né fuori
volò, perché prima aveva rimesso il coperchio dell’orcio
per volere di Zeus egioco che aduna le nubi.
E infinite tristezze vagano fra gli uomini
e piena è la terra di mali, pieno n’è il mare;
i morbi fra gli uomini, alcuni di giorno, altri di notte
da soli si aggirano, ai mortali mali portando,
in silenzio, perché della voce li privò il saggio Zeus.

Riassunto de La bambola di terra e acqua


Il testo descrive come un tempo gli uomini, che erano di sesso maschile, vivessero in una condizione felice, non invecchiando, non avendo malattie e non morendo. Non dovevano nemmeno fare fatica nel procurarsi il cibo, condividendolo con gli dei. Però un giorno Prometeo tentò di ingannare gli dei, tentando di spartire un bue sacrificato in maniera non molto lecita tra gli divinità e uomini.
Zeus, appena seppe, ciò decise di togliere agli uomini una cosa molto importante per la loro esistenza: il fuoco. Nonostante tutto, Prometeo in questa circostanza si dimostrò molto più furbo del dio, riuscendo a rubare il fuoco. Zeus però si accorse di tutto ciò e non rimase a guardare l'accaduto. Inoltre fa comparire tra gli uomini anche la prima donna, la quale fu forgiata con terra ed acqua. Zeus chiese ad Atena di insegnare alla donna l'arte della tessitura, ad Afrodite chiese di dare grazia al corpo della fanciulla. Il dio in questo modo rispose con un inganno all'inganno ordito da Prometeo, inserendo in una società prettamente maschile una donna.

Gli uomini avrebbero ricevuto come dono una donna che avrebbe suscitato in loro desiderio, attrazione. Zeus coinvolse nel suo intrigo gli dei, in modo tale da forgiare una creatura femminile dotata di fascino, persuasione, astuta e menzognera. Il nome della fanciulla sarebbe stato Pandora. La donna venne offerta quindi da Zeus agli uomini; tra questi ultimi il primo ad abboccare fu proprio Epimeteo che accettò il regalo fatto dagli dei. Pandora fu un vero e proprio guaio per gli uomini, i quali l'accettarono senza storie. Da lei sarebbe nata anche la stirpe delle donne, quindi la felicità tipica della società di soli uomini sarebbe finita una volta per tutte.
Insieme a Pandora comparì anche il celebre vaso (noto come vaso di Pandora)che fu forgiato di creta come lei e che conteneva al suo interno tantissimi mali. Fu lei stessa ad aprire il coperchio del vaso da cui uscirono tutti i mali che avrebbero provocato enormi dolori agli uomini.

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