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Gli uccelli

È la commedia più lunga pervenuta. Ritroviamo il motivo del viaggio fantastico. Il motivo del viaggio fantastico si collega all'utopia, mentre a viaggio fantastico seguiva il ritorno sulla terra e questo segnava il ripristino sulla pace. Negli uccelli l'abbandono della terra è definitivo il che implica un pessimismo ben più accettato. È la più ricca di valori lirici. Il protagonista è Pisetero, è un nome parlante cioè colui che persuade i compagni, accompagnato da Evelpide, altro nome parlante lo speranzoso, la sua spalla buffonesca.
I due decidono di scendere nel regno degli uccelli guidati da una cornacchia, perché non ne possono più delle manie di processo degli ateniesi.
Arriva l'Upupa, il Re degli uccelli con cui Pisetero intende avviare trattative e di potergli fare delle proposte. Dopo questo incontro l'Upupa convoca il coro degli uccelli (che dà ancora una volta il nome alla commedia). Gli uccelli davanti alle proposte di alleanza di Pisetero si mostrano diffidenti verso gli uomini, poi si lasciano convincere dal progetto di Pisetero: fondare una città nell'Etere in modo che possano conquistare l'universo. Gli uccelli approvano.

La parabasi del commedia una volta tanto non rompe l'illusione scenica, ma evoca i primordi dell'universo, esalta la libertà e la gioiosità della vita degli uccelli in confronto alla vita travagliata degli uomini. Questa "anomalia" è significativa perché il poeta non vuole ripiombare nella realtà ateniese. Inizia la costruzione della città' Nefelococcugia o Nubicuculia, Pisetero da dei compiti a tutti. Pisetero si presenta a Iride, la messaggera degli dei, dicevano che non potevano più sopportare i fiumi delle offerte. Pisetero ha raggiunto il suo obiettivo è tratta male dei postulanti chiedenti asilo nel regno degli uccelli, tra cui un ditirambografo che chiede delle ali e Pisetero gli da frustate. Dopo arriva Pisetero. Dopo arriva Prometeo che informa Pisetero e i suoi che le città sono ormai ridotte alla disperazione, perciò viene inviata agli dei una delegazione di tre dei: Poseidone, Eracle e Triballo, dio barbarico. I Triballi erano una popolazione munita di tre organi maschili. Eracle era goloso e su questa debolezza Pisetero fa leva e quindi prendendolo per la gola riesce a fare si che Zeus gli dia la mano di Basileia la personificazione divina della sovranità, in cambio del permesso di passare oltre per il fumo dei sacrifici.
Nell'esodo avvengono le nozze tra Pisetero e Basilea con l'epitalamo (come Nell'esodo della pace). È celebrato il canto della cicala.
Gli uccelli : la disillusione di creare un momento vivibile ad Atene.

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