••• L’opera letteraria: La Nausée (1938)
•• È un libro fondamentale per la generazione del 1940. Ha tradotto il mal de vivre di quelle che non sapevano più quale significato dare all’esistenza. Roquentin arriva a dubitare anche di se stesso (il dubbio sul “je”, Nietzsche). Facendo parodia del cogito cartesiano, dice: “Io non penso, quindi sono un paio di baffi. Roquentin trova come ultima giustificazione quella dell’arte. Sartre invece sceglie come giustificazione quella di un’arte impegnata. La Nausea è il disgusto dell’esistenza. Tutto sembra assurdo a Roquentin (di 33 anni). Fa delle ricerche sul passato che gli sembrano all’improvviso inutili. Decide quindi di abbandonare la storia per concentrarsi sulla letteratura, perché crede che facendo un’opera d’arte raccontando la sua vita riuscirà a trovare la sua giustificazione (Proust).

•••• Le opere teatrali

•• Ha scritto molto per il teatro perché la sua filosofia si basa sull’azione. Les Mouches parla della libertà e della responsabilità individuale. Con Hius clos prosegue la riflessione sugli atti che fondano l’esistenza dell’uomo e sulla responsabilità. Solo con Les Mains sales inserisce il suo pensiero politico: la fine giustifica i mezzi? L’individuo può agire solo per un ideale?
••• Les Mouches (1943)
•• Riprende il mito antico di Oreste e l’opera è una metafore del regime collaboratore di Vichy. L’opera propone una riflessione sulla libertà, al cuore della filosofia di Sartre, e sull’atto individuale fondatore dell’esistenza. Trovando un senso all’esistenza ci liberiamo dall’oppressione.
••• Huis clos (1944)
•• L’uomo esiste solo in relazione con l’altro e questo è il tragico della condizione umana: gli uomini giudicano in base alle azioni e non alle intenzioni.
••• Les Mains sales (1948)

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