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Rimbaud: Il faut être voyant ( “Bisogna essere veggente”)


La lettera scritta da Rimbaud a Paul Demeny il 15 maggio187, quando il il poeta aveva 17, costituisce la base della poetica di Rimbaud, del Simbolismo e di tutte le correnti letterarie moderne
Per Rimbaud, il compito del poeta è quello di essere veggente, cioè di vedere nella realtà degli aspetti che l’uomo comune non è in grado di percepire. Proclamando la necessità per il poeta moderno di portare delle novità alla poesia, nuove idee e una nuova forma, Rimbaud ha voluto sperimentare su se stesso questa nuova ispirazione poetica. Per giungere a un tale risultato è necessario che il poeta si imponga un lungo, immenso e ragionato regolamento di tutti i sensi e provocare con tutti i mezzi le esperienze capaci di arricchire la sua visione: è solo così che diventerà veggente. In altre parole, occorre che il poeta ricerchi sistematicamente le sensazioni estreme per poter così giungere all’ignoto e creare del “nuovo”. Ecco perché Rimbaud scrive che è necessario che il poeta “esaurisca in sé tutti i veleni, per conservarne soltanto le quintessenze”. Rimbaud si augura che anche la donna possa assolvere a tale compito, liberandosi dall'"infinita schiavitù" a cui finora è stata sottoposta. Con questo suo metodo egli intende superare i poeti romantici che sono starti “veggenti” senza rendersene troppo conto e soltanto perché stimolati da emozioni accidentali. Intende anche spingersi oltre Baudelaire che considera “re dei poeti”.. In Baudelaire, Rimbaud trova un limite che gli ha impedito di essere un vero veggente: Baudelaire è stato prigioniero di un ambiente troppo artista ed eccessivamente condizionato da una forma troppo ricercata e quindi “meschina”.
Auspica, infine, l'avvento di un "linguaggio universale" che possa essere compreso da tutti i sensi contemporaneamente, ricollegandosi in ciò alla teoria delle corrispondenze di Baudelaire

Il poeta-veggente e il Decadentismo


Il significato del testo è questo:
Il decadentismo vede perdere la fiducia positivista nei confronti della scienza e della politica; cerca una risposta nell'arte e soprattutto nella sua componente irrazionale e misteriosa. In questo senso il poeta è qualcuno che va al di là delle cose, che vede in quella dimensione simbolica che è l'arte (non a caso si parla di Simbolismo) il segreto della realtà. Questa strada era stata già aperta alcuni anni prima da Baudelaire con la sua teoria delle “Correspondances”
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