Marcel Proust et le temps retrouvé(1871 - 1922)

Ha scritto moltissimo. Era “snob, mondain, amateur”. Proust è lo scrittore più amato e il più analizzato dalla critica letteraria ed è stato capace di conquistare il grande pubblico: è riconosciuto come il rinnovatore del romanzo moderno. Ha usato la letteratura, cioè l’arte, come mezzo di introspezione dei sentimenti più intimi, profondi. Grazie alla scrittura ha ritrovato il tempo che passa per vivere la “vraie vie”. È l’autore di una sola grande opera, Alla ricerca del tempo perduto, composto di sette volumi dove ognuno è un pièce d’un puzzle che se uniti rivelano il senso dell’opera intera. Il protagonista è Proust, in prima persona, che conduce il lettore nei differenti milieux da lui vissuti, dalla bourgeoisie di cui fa parte all’aristocratie che lo affascina. Nell’ultimo volume, Il tempo ritrovato, lui scopre il suo passato ed è la formula per l’immortalità. Questi sono i sette volumi dell’opera:

•• Du côté de chez Swann (1913) in cui si parla del monde de l’enfance
•• À l’Ombre des jeunes filles en fleurs (1918) in cui si parla degli amours adolescentes (incontra Albertine).
•• Du côté de Guermantes (1920) in cui si parla del monde des salons.
•• Sodome et Gomorrhe (1922) in cui si parla del monde du vice.
•• La Prisonnière (1923) in cui si parla della passion destructrice.
•• Albertine disparue (1925) in cui si parla della tragedia (la morte di Albertine).
•• Le Temps retrouvé (1927) in cui si parla del senso della vita (Proust capisce che le sensazioni sono un modo di accesso alla memoria e la scrittura è il mezzo di fissare i ricordi in eterno).

•••• À la Recherche du temps perdu
••• Storia di un ambiente
•• Non è un realista o un naturalista come Balzac, Flaubert o Zola e Proust non vuole fare il ritratto della società del suo tempo. Lui scrive solo del mondo che conosce bene, e cioè quello della bourgeoisie e dell’aristocratie. Il suo sguardo però è acuto e attento e non privo di ironia. I suoi personaggi sono dotati di una straordinaria presenza, e ognuno si riconosce da un particolare nel loro modo di parlare. Non fa un’analisi matérielle de la société, ma une analyse psychologique e mostra come i rapporti sociali come quelli amorosi funzionano sul desiderio di avere quello che non si ha.
••• Storia di una coscienza

•• Alla ricerca del tempo perduto è la storia di una coscienza alla ricerca della sua identità. Solo nell’ultimo volume, nel Temps retrouvé, il Narratore scopre la verità. La vita prende il significato dall’Arte perché con la scrittura si fissa il passato per non perderlo più. Comincia e finisce in un luogo chiuso (camera, biblioteca).
••• Tempo e memoria
•• L’identità della coscienza si trova solo guardando vers le passé cercando di comprendere quello che è stato. Il tempo fa finire e cambia tutto, soprattutto il “moi” che si evolve sempre. I più grandi douleurs o bonheurs che sembrano inoubliables al momento in cui si vivono, vengono dimenticati, perché viene dimenticata quella “intermittence du cœur”. Per ritrovare quelle emozioni non possiamo usare la memoria volontaria, ma abbiamo bisogno della memoria involontarie: c’è la primauté de l’intuition sur l’intelligence e prende questa idea dal philosophe Bergson. Nel romanzo Proust mostra come una sensazione nel presente (visione, odeur, goüt) legata ai sensi possa condurre l’inconscio alla volta nel passato in cui abbiamo provato quella stessa sensazione e da lì ricostruire il momento (di questo parla nella Petite madeleine): dopo il ricordo involontario si riesce a ricostruire il passato, fissandolo infine con la scrittura. Lo scrittore quindi può annullare la sottomissione (soumission) dell’uomo al temps, quindi in qualche modo di vincere (vaincre) la mort.

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