Video appunto: Hugo, Victor - I miserabili (2)

I miserabili



Jean Valjean, dopo essere uscito di prigione per aver rubato un pezzo di pane, cerca un posto dove dormire e mangiare, quindi lo accoglie il vescovo Myriel, che gli dà ospitalità. Valjean lo ringrazia, anche se ha riservato una brutta sorpresa per il vescovo. Quest’ultimo, l’indomani, viene avvisato che Jean è scappato con l’argenteria anche se, poco dopo, tre gendarmi riportano l’ex galeotto da lui.
Lo hanno però rilasciato perché il curato aveva detto che era tutto a posto. Anzi, il vescovo ha dato a Valjean pure i candelabri, oltre alle posate. Egli scappa nei sentieri, prendendo il primo che trovava . Ad un certo punto sente una musica allegra: era un ragazzino di 12 anni che cantava giocando con delle monete. Una di quelle rotolò verso Jean e il ragazzo la rivolle, solo che Jean Valjean non gliela ridò. Il ragazzo si chiamava Gervais, e per quanto Jean avesse provato a ridargli la moneta , Gervais era ormai lontano. Dopo l’incontro con Gervais, Valjean decide di intraprendere una vita onesta facendosi assumere in una fabbrica, diventando poi il proprietario. I cittadini di Montreil suggeriscono a Jean Valjean di diventare sindaco. Egli non sapeva cosa fare, ma poi decide di accettare, diventando il sindaco di Montreil. La gente non conosceva il suo vero nome, Jean Valjean, quindi alcuni bambini iniziano a chiamarlo papà Madeleine. Quindi lui ci si abitua, e diventa il signor Madeleine. Contemporaneamente, a Montreil, una donna chiamata Fantine affida la sua bambina, Cosette, ai Thérnardier, dei locandieri che pretendono dei soldi per mantenere Cosette. Lei lascia loro sua figlia per un po’ di tempo, per riprendersela prima deve trovare dei soldi. Si fa assumere alla fabbrica di Jean Valjean, ma poi viene licenziata e decide, quindi, di prostituirsi. Andava tutto bene finché un borghese le mette della neve sulla schiena nuda, lei reagisce graffiandolo, ma viene arrestata. Valjean la fa scagionare, perché non aveva fatto nulla di male ed era colpa del borghese. Il poliziotto, Javert, dice al sindaco che ha trovato Jean Valjean. Lui si preoccupa, finché non gli dice che è un altro uomo, molto simile a lui. Valjean va al processo e si consegna, con grande felicità da parte di javert. Mentre lo stavano accompagnando in Carcere, Jean Valjean vide, nel porto, un marinaio che stava per cadere in mare, quindi lui decide di soccorrerlo. Il marinaio si salva, ma Jean Valjean no e lo danno per morto. Intanto, a Montreil, una sera Cosette viene mandata dai Thérnardier a prendere l’acqua nella sorgente, ma quando si china le cadono le monete. Al ritorno sente il secchio meno pesante, perché Jean Valjean lo stava tenendo. Lui non era morto, perché aveva nuotato fino alla costa e trovato dei vestiti. Cosette si presentò a Valjean, che le ha detto che alloggerà dai Thérnardier. L’indomani Jean Valjean prese con sé Cosette, dopo aver pagato più di millecinquecento franchi. Lui era felice grazie alla bambina: dopo essere fuggito da Tolone non aveva moglie né figli. Cosette lo chiamava addirittura padre. Dopo essere andati via dai Thérnardier, Jean Valjean e Cosette scoprono di essere inseguiti da Javert. Riescono a nascondersi in un giardino, fin quando Jean decide di cercare un altro riparo. Quando torna da Cosette vede che la bambina era freddolosa, quindi chiede al signore nel giardino un letto al caldo in cambio di cento franchi. L’uomo chiamò Jean Valjean in un modo che non si sarebbe mai aspettato: papà Madeleine. Egli si era dimenticato che, precedentemente, aveva salvato quell’uomo: si chiamava Fauchelevent. Ha aiutato Jean Valjean a scappare, ricambiando il favore fatto tempo fa. Nello stesso momento , il barone Mario Pontmercy, aveva perso suo padre a causa di una febbre cerebrale . Venne sfrattato da casa dal nonno perché era un barone. Decise quindi di andare nei giardini, dove vide un uomo e una ragazza : erano Jean Valjean e Cosette.

Mario li chiamò, scherzosamente, Lanoire e Leblanc. Egli si era accorto di amare la ragazza. Si dichiara e iniziano a frequentarsi ai giardini. Chiede il permesso di sposarsi con Cosette a suo nonno, che dice loro di no. Quel “no” fu per Mario un colpo basso: senza Cosette era infelice. Intanto, a Parigi stava scoppiando la rivolta. Stavano tutti innalzando una barricata e Gavroche, uno dei figli dei Thérnardier, stava incitando tutti a fare qualcosa. Vennero dati a tutti un fucile e delle cartucce, è il ragazzo andò a controllare cosa stava succedendo all’esterno perché, visto che era piccolo, c’era meno possibilità di vederlo. Javert entrò nella taverna dove si erano barricati, e lo legarono. Nella ribellione c’era anche Mario, che pensava al padre. La rivoluzione iniziò. Tutti fecero la loro parte, alcuni anche dando la vita. Tra i ribelli c’era anche Eponine, una delle figlie dei Thérnardier che doveva dare una lettera a Mario da parte di Cosette. Egli, dopo aver letto la lettera in cui c’era scritto che la sua amata sarebbe partita per Londra, decise di scriverne anch’esso una dove comunicò a Cosette che suo nonno non acconsente al matrimonio. Chiese a gavroche se potesse consegnargliela e lui accettò. Alla fine della battaglia morirono tutti, tranne Jean Valjean e Mario. L’ex carcerato medicò quest’ultimo e lo portò con l’aiuto del signor Thérnardier e di Javert, attraverso le fogne, dal nonno. Lì riprese coscienza e rivide Cosette . A differenza dall’altra volta, il nonno di Mario diede consenso per il matrimonio con Cosette. Ora i due coniugi danno asilo a Jean Valjean, che purtroppo è lontano da loro, si ammala e muore con i due candelabri d’argento accanto.