L’esistenzialismo (Sartre e Camus)

Con gli orrori di due guerre mondiali, è facile comprendere come l'esistenzialismo si sia largamente diffuso proprio nel Novecento e che duri tutt'ora. L'esistenzialismo non è un movimento culturale, quanto un'atmosfera e nasce dalla consapevolezza dell'assurdità della vita. L'esistenzialismo, non essendo un movimento, non ha principi artistici, politici o morali; per ogni uomo che prende coscienza della sua reale condizione, esisteranno diverse finalità, diversi pensieri, diverse filosofie.
Come tutti gli esistenzialisti, Sartre e Camus partono dalla consapevolezza che la vita sia assurda. Il nichilismo viene poi superato, così come suggerito da Nietzsche, proprio a partire dallo stesso, però in direzioni diverse. Sartre crede che l'esistenza preceda l'essenza (non crede in Dio) e che l'uomo è perché esiste. L'uomo è responsabile di quello che è, quindi delle sue azioni; ma la responsabilità non va intesa in una sfera individuale, quanto in una sfera universale, così come scrive Mitchell in Cloud Atlas: "La nostra vita non è nostra: da grembo a tomba, siamo legati ad altri, passati e presenti; e, da ogni crimine e da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro". In La Nausée, Roquentin arriva a dubitare anche di se stesso, allo stesso modo di Nietzsche, che definisce l'io come la prima menzogna, ma trova giustificazione nell'arte. Sartre, che concepisce una forte responsabilità delle azioni dell’uomo come conseguenza del suo esistenzialismo, sviluppa una filosofia che si basa sull'azione (per questa ragione, le sue opere teatrali sono geniali): lo scrittore si impegna politicamente, ma quando un ideale è forte, deve scendere in campo, al centro del mondo.

Camus concepisce una vita allo stesso modo assurda e insensata, ma crede che si debba trasformare questa reale inutilità con una apparente utilità attraverso la filantropia, ovvero aiutando concretamente gli altri, così da rendere la vita meno squallida e insensata.
L'esistenzialismo, nato da Kierkegaard, sviluppato da Heidegger e Jaspers, viene abbracciato anche da Nietzsche, Marcuse e Mitchell ed è il fondamento della filosofia delle nuvole.

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