•••• La vita
•• Vive solo 46 anni.
••• Una giovinezza agitata
•• La sua infanzia è stata traumatica. Quando nasce suo padre ha 60 anni e sua madre 26. Il padre muore e la donna si sposa con un militare con una grande carriera, il comandante Aupick. Baudelaire lo odia così tanto che nel 1848 convince gli insorti a sparargli. È allontanato dal liceo perché è indisciplinato. È profondamente inquieto e viaggia molto. Nel 1841 va in India (Inde), ma ha nostalgia di casa.
••• Lusso e lavoro
•• Quando torna a Parigi, Baudelaire riceve l’eredita del padre, ma subito la consuma perché vive una vita lussuosa e compra tanti oggetti d’arte. Fa anche dei debiti e la madre lo mette sotto tutela finanziaria. Ogni mese Baudelaire riceve una piccola parte dell’eredità (héritage). Adesso Baudelaire è umiliato e deve lavorare per vivere. Diventa giornalista e critico d’arte. Traduce Edgar Allan Poe che scopre con passione. Frequenta gli intellettuali dell’epoca.

••• Spleen e ideale
•• Nel 1848 Baudelaire ha l’animo di un rivoluzionario. Fonda un giornale, il Salut public, che dura due numeri, ma il coup d’état di Napoléon calma i suoi ardori. Si rifugia nel dandismo (ostentazione di eleganza). La sua vita è chaotique. Ha molte storie d’amore: con Jeanne Duval è la più lunga e la più tempestosa. Tenta di suicidarsi. Si droga per arrivare ai paradisi artificiali (haschisch, opium, vin). Scrive molto. La prima versione dei Fleurs du Mal appare nel 1857 ma è condannata perché immorale. Una nuova versione profondamente cambiata è pubblicata nel 1861. Nel 1862 pubblica Spleen de Paris. È sempre depresso e sopraffatto dai debiti. Va in Belgique e subisce un attacco che lo lascia mezzo paralizzato e muto. Dopo un anno di sofferenza muore.
••• A proposito del titolo dei Fleurs du Mal
•• In italiano la traduzione è I fiori del male, ma potrebbe anche essere I fiori dal male. Sappiamo che Baudelaire voleva cogliere il Bello dal Male. Dice: “dammi il tuo fango che ne farò dell’oro”.

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