•••• L’opera: Les Fleurs du Mal (1857)
••• Spleen et idéal
•• La prima edizione dei Fleurs du Mal è del 25 juin 1857. La raccolta contiene 100 poesie, ma 6 poesie sono eliminate perché condannate per immoralità, precisamente quelle che appartengono alla sezione che dà il nome alla raccolta (Les Fleurs du Mal). Nella seconda edizione del 1861 sono 126 le poesie. Una terza edizione compare in Belgique, ma con le censure. Dopo la morte del poeta nel 1868 i suoi amici pubblicano una quarta edizione con molte nuove poesie. L’ordine che Baudelaire aveva pensato all’inizio è stravolto. Neanche l’insieme delle poesie danno l’idea dell’itinerario spirituale del poeta, incastrato tra la tentazione del Male e l’aspirazione verso il Bene e l’idéal, che è l’assoluto.
••• Struttura dei Fleurs du Mal in sei sezioni

•• Spleen et Idéal (1 - 85): Presa di coscienza dell’Ennui nel mondo reale, oscillazione costante tra l’aspirazione verso l’idéal (attraverso l’amore e la poesia) e la ricaduta nello spleen.
•• Tableaux parisiens (86 - 103, aggiunto dalla seconda edizione): Si descrive la città moderna e le sofferenze della gente e Baudelaire prova per loro una profonda compassione, infatti lui soffre più di loro.
•• Le vin (104 - 108): Si cerca l’evasione nell’ubriacatura (ivresse) che provoca l’oubli.
•• Les Fleurs du Mal (109 - 117): Evasione nei paradisi artificiali (come la droga).
•• Révolte (118 - 120): Baudelaire si rivolta contro Dieu e invoca Satan.
•• La Mort (121 - 126): La morte viene vista come ultima possibilità per raggiungere l’idéal.
••• Lo Spleen de Paris o Petits Poèmes en prose (1869)
•• Spleen de Paris è il titolo scelto da Baudelaire. Petit Poèmes en prose è il titolo scelto dagli editori a cui hanno aggiunto 50 poesie dopo la sua morte e pubblicato (postumo) nel 1869. La raccolta è originale per la forma e per il contenuto. Baudelaire separa la poesia della forma in versi e libera il linguaggio poetico. La poesia sta nell’insieme delle parole e nella musica che creano senza rima e senza ritmo imposto. Baudelaire è anche primo nell’essere poeta della città moderna, in particolare di Parigi. La città è il quadro in cui l’uomo oscilla tra alto e basso, tra Dio e il Diable, tra la speranza e l’angoscia, da qui il titolo Spleen de Paris. Baudelaire descrive Parigi in tutti gli aspetti negativi, con tutti gli abitanti che lui considera come suoi fratelli. Parigi è il luogo dove si joue il dramma dell’uomo moderno che vuole fuggire ma resta prigioniero. Ecco perché il tema della finestra e del vetro (la vitre) è simbolico: il vetro è sia chiuso sia aperto come è l’uomo verso un altro mondo creato con l’immaginazione.

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