Quali facoltà universitarie offrono maggiori possibilità lavorative?

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Il 40% dei giovani laureati a 30 anni è senza lavoro o sottoccupato. Questo è quanto reso noto dall'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro secondo il quale, nel 2017, su oltre 1,7 milioni di 30enni laureati, quasi il 20% è privo di occupazione e un altro 20% opera in posizioni lavorative che non richiedono la laurea.
Fra i giovani laureati c’è da registrare un 61,5% che riesce a lavorare mettendo a frutto il titolo di studio conseguito. L'anno scorso, prosegue lo studio, il tasso di occupazione dei trentenni laureati (81,3%) è stato superiore di 8 punti percentuali rispetto ai giovani diplomati di pari età ed arriva al 24% in più rispetto ai trentenni con la sola licenza media.


Quali lauree danno più lavoro

Analizzando la posizione occupata sul mercato del lavoro e le dinamiche occupazionali di giovani laureati fra i 30 e i 39 anni, l'immagine che ne scaturisce è quella di un Paese caratterizzato da un forte divario tra l'offerta formativa e le effettive opportunità occupazionali.
Le prospettive di lavoro migliorano per chi ha un titolo di istruzione superiore o universitario, ma la situazione è estremamente variabile a seconda della classe di laurea: Medicina (+55mila), Scienze Economiche (+21 mila), Scienze Sociali (+19 mila) e Psicologia (+15 mila) sono quelle che registrano un incremento maggiore del numero di laureati.
Quasi la totalità dei trentenni laureati in Scienze Statistiche è occupato (96,3%); dei laureati in Lingue Il 73,2% lavora e, di questi, il 44% svolge una mansione per la quale non serve il titolo; mentre la facoltà di Giurisprudenza fa registrare una diminuzione sia in termini occupazionali sia nel numero di giovani laureati.
Spiccano, poi, per livelli di dispersione del capitale umano, i 287 mila laureati trentenni in Lettere, Filosofia, Storia (gruppo disciplinare Insegnamento), dei quali il 25% (71 mila persone) non lavorano e solo il
55,6% è occupato in posizioni lavorative in linea con il titolo di studi conseguito.

In campo sanitario, invece, la forte domanda di medici ha trovato nel bacino dei laureati trentenni, un' ampia disponibilità. La forte espansione della domanda del settore sanitario è dovuta anche all’uscita per pensionamento di molti medici di famiglia.

Quanto guadagna un laureato

In generale il 73,7% dei laureati svolge un lavoro alle dipendenze. La quota scende sensibilmente per la laurea in Architettura (43,1%) e Giurisprudenza (51%) dove l’attività di tipo autonomo è prevalente.
Secondo lo studio statistico dei Consulenti del Lavoro, La retribuzione mensile è pari a 1.632 euro, ovvero il 30% in più di un occupato con la licenza media (1.139 euro) e del 20% di un diplomato (1.299 euro). Tuttavia, un 30enne psicologo guadagna mensilmente 1.351 euro (solo 52 euro in più di un coetaneo diplomato) mentre un ingegnere (1.850 euro) o un medico (1.869 euro) percepiscono come retribuzione oltre 550 euro in più rispetto ad un diplomato.
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