I paesi che offrono opportunità di lavoro all'estero

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Di Redazione

Quali sono i paesi che oggi offrono reali possibilità lavorative? I tempi cambiano e le cose si evolvono in tutto il mondo. Scopriamo insieme quali sono i paesi del mondo che offrono lavoro nel 2015.

"opportunità lavoro estero"
Che sia per necessità o per voglia di nuove sfide, a moltissime persone viene davvero voglia di lasciare il proprio paese e cercare fortuna altrove. Finiti gli studi o lasciati a metà, sono sempre di più le persone tra i 20 e 30 anni che lasciano l’Italia per affrontare una reale esperienza lavorativa fuori dai confini nazionali. Ci sono i grandi classici intramontabili, come Svizzera e Germania che accolgono rispettivamente centinaia di migranti al mese provenienti con una buona percentuale dal sud dell’Italia. Ma ci sono nuove mete, che oggi offrono opportunità nuove e concrete, con politiche economiche destinate a salvaguardare i luoghi di lavoro per chi possiede la nazionalità e per chi arriva da nazioni estere.

Svezia


Partiamo da una meta insolita nell’immaginario italiano di ricerca della fortuna. La Svezia si attesta come il più vicino dei paesi ad avere il tasso di disoccupazione in costante declino, nella top 3 si segnala un tasso dell’8% di non occupati. Forse tra le mete meno desiderate per via del clima rigido e la lingua da dover apprendere, ma sicuramente un luogo in grado di offrire una concreta opportunità di lavoro, soprattutto nel settore del turismo. Stoccolma è il cuore pulsante della nazione ed è fra le realtà economiche più trainanti d’Europa. Ma non solo turismo, avete mai sentito parlare di IKEA, H&M e Volvo?

Belgio


Conoscere il francese per trasferirsi in Belgio non è d’obbligo, ma offre grandi opportunità di trovare lavoro. Basta un fine settimana per capire che la quasi totalità della nazione parla fluentemente inglese, trovandolo addirittura nelle documentazioni ufficiali nazionali. La qualità di vita è eccelsa, tutto è molto ordinato, e con un sacco di opportunità lavorative. La disoccupazione si aggira attorno il 9%, ma attualmente in fase ascendente, dato l’afflusso di immigrati da tutta Europa, situazione ancora marginale e non preoccupante. Rimane certamente un paese da tenere in considerazione se il titolo di studio in possesso è di tipo ingegneristico.

Regno unito


La nazione comprende poli nevralgici per l’economia internazionale, non a caso il tasso di disoccupazione sull’intero territorio si è assestato attorno al 7%. Le mete più chiacchierate sono Londra e Bristol, sarà capitato un po’ a tutti di trovare amici su facebook che sono partiti per una di queste città e non sono più tornati. Anche nel 2015 partire per il regno unito lo si può definire un successo assicurato, sia per possibilità lavorative di ogni tipo che per qualità della vita. Per ambire alle alte cariche manageriali ci vuole un curriculum di partenza sopra la media e un’attitudine alla crescita personale non indifferente. È risaputo ai più il carattere meritocratico degli ambienti di lavoro oltre Manica.

Brasile


Chi lo avrebbe mai detto 5 anni fa? Il Brasile può vantare attualmente un tasso di disoccupazione inferiore al 6% ed il boom economica avanza giorno dopo giorno. La bolla che porterà alla stabilizzazione degli impieghi lavorativi è ancora lontana ed è una delle mete dalle quali lasciarsi stuzzicare. I settori nei quali il Brasile offre lavoro sono vastissimi, per lo più di alto livello perché il personale qualificato nazionale di riferimento siede ancora dietro i banchi di scuola. Le aziende italiane in brasile sono centinaia ed è possibile fissare un colloquio a distanza senza esiti negativi. Anche per i non qualificati non è difficile trovare un impiego in Brasile, le possibilità sono pressoché infinite.

Nuova Zelanda


È così allettante che quasi quasi non se ne dovrebbe parlare per timore che diventi un nuovo sogno americano. La Nuova Zelanda offre possibilità a molti giovani in cerca di una vita serena e fatta di sole, mare e montagne. Trovare lavoro attraverso il programma di working holiday è pratico e non impegnativo. Il settore trainante è quello turistico, ma agricoltura e pesca generano un continuo ricircolo lavorativo che permette anche a giovani non qualificati di guadagnarsi da vivere. Da non considerarsi un clone dell’Australia, perché in Nuova Zelanda non si trova lo stesso afflusso migratorio e gli scandali legati alle farm.

Canada


Una meta fra le più ambite dagli studenti di informatica che non vogliono ricadere nel solito sogno della Silicon Valley. La conoscenza del francese non è obbligatoria come spesso si legge le opportunità lavorative sono certe. Partire per il Canada con un minimo di qualifica equivale ad un posto di lavoro certo, dopo aver sbrigato tutte le carte burocratiche di visto. Il Canada rimane senza dubbio una delle mete più affascinanti e migliori al mondo, sia dal punto di vista climatico che ambientale.

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1 settembre 2020 ore 11:00

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