Lavoro, oltre un milione di posti in più entro gennaio 2019. Ma 1 su 3 rischia di rimanere scoperto

Marcello G.
Di Marcello G.

Un milione di posti di lavoro: non stiamo parlando di una famosa promessa elettorale del passato ma dei nuovi contratti che dovrebbero essere siglati da qui all’inizio del 2019. Di questi, circa un terzo, dovrebbe essere messo a disposizione già nel corso del mese di novembre 2018. A fare queste stime è l’ultimo Rapporto Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro). Nelle prossime settimane, infatti, le imprese italiane dovrebbe aprire quasi 354mila nuove posizioni lavorative. Ovviamente si tratterà di una vasta rosa di tipologie contrattuali: tempo indeterminato, tempo determinato, lavori stagionali, a chiamata, di apprendistato, somministrazione, collaborazione coordinata e continuativa e tutti gli altri contratti non alle dipendenze. Mentre le proiezioni, ci dicono che a fine gennaio 2019 le nuove attivazioni saranno ben oltre il milione (1.111.550).

Numeri in crescita rispetto all’anno scorso

Dati, quelli appena elencati, che possono essere letti in un duplice modo. Da un lato, le incertezze manifestate dai mercati internazionali sulla tenuta dei conti italiani, hanno fatto leggermente frenare la crescita rispetto al mese di ottobre (quando i nuovi rapporti di lavoro furono circa 370mila). Ma, analizzando gli scenari prendendo a riferimento l’intero anno, la domanda di lavoro (da parte delle aziende) registra una costante crescita: rispetto al periodo novembre 2017-gennaio 2018 – quando ci furono +996.770 assunti a vario titolo - nel prossimo trimestre dovremmo avere circa 145mila nuovi contratti in più; mentre saranno 55mila le opportunità di lavoro a novembre 2018 rispetto allo stesso mese del 2017.

Dove è più facile trovare un lavoro

I settori che daranno la spinta maggiore all’occupazione? Ai primi posti troviamo le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (che registreranno un +25,9% di nuove attivazioni), seguite dai servizi dei media e della comunicazione e da quelli dell’ICT (rispettivamente +23,7% e +23,1%); ottimo rendimento anche per i servizi alle persone (+21,6%), le industrie meccaniche ed elettroniche (19,6%) e le costruzioni (18,3%). Aumentano, rispetto allo scorso anno, anche le assunzioni per impresa (che passano da 1,7 a 2,0), soprattutto se si tratta di aziende di media dimensioni.


Le novità normative che spingono l’occupazione

A sostenere buona parte della crescita nella domanda di lavoro sarà il maggior fabbisogno di profili da inserire nell’area amministrativa (in particolare nelle attività di gestione economica, contabile e finanziaria, accanto alle attività di tipo legale). Il ‘merito’ è soprattutto di due recenti interventi normativi: il nuovo regolamento sulla Privacy e l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica. Le imprese, sempre secondo le stime Unioncamere-Anpal, per il trattamento e la protezione dei dati personali, avranno la necessità di dotarsi di circa 30mila nuovi addetti, tra figure specializzate e profili amministrativi di supporto. Mentre, per la gestione dei flussi di fatturazione online, nei prossimi tre mesi le imprese cercheranno oltre 12mila risorse fra addetti alla contabilità e addetti all’inserimento ed elaborazione dati.

Un terzo dei posti potrebbe rimanere vuoto

Peccato che, come al solito, non tutti i posti di lavoro saranno coperti. Perché un’altra costante degli ultimi anni è la difficoltà di reperimento di personale dichiarata dalle imprese. Quasi 1 su 3 tra i potenziali nuovi contratti potrebbe rimanere vacante. E i numeri, a riguardo, continuano a crescere (si passerà dal 25% del 2017 al 30% del 2018), con incrementi più evidenti tra gli operai specializzati, le professioni tecniche e le professioni esecutive nel lavoro d’ufficio (tra +7,3 e +5,9 punti percentuale). A mancare è un’adeguata formazione per svolgere molte tra le mansioni richieste oggi dal mondo del lavoro. Chi intende candidarsi è bene che sappia cosa cercano le aziende: in primis competenze digitali (importanti per il 61,2% dei profili previsti in entrata), poi capacità matematiche e informatiche (rilevanti nel 43,1% dei casi), molto richieste anche flessibilità e adattamento, problem solving e autonomia operativa.
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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