Daniele Grassucci
Autore
Prof Latina frasi sessiste

Il mercato del lavoro è pieno di opportunità ma anche di pregiudizi duri da smontare. Molte professioni, fondamentali per il Paese, continuano a essere considerate “ripieghi”, mestieri di serie B.

Eppure, dietro quelle etichette sbrigative, si nascondono carriere solide, prospettive di guadagno rilevanti e, soprattutto, una soddisfazione personale che spesso i percorsi più blasonati non garantiscono.

A guidarci dentro questo cortocircuito tra percezione e realtà è Marco Ceresa, CEO di Randstad Italia, importante agenzia per il lavoro di livello internazionale, ospite della nuova puntata di Like a Pro(f), il format di Skuola.net che porta tra i banchi digitali chi conosce davvero il mondo occupazionale. 

Ceresa parte da storie concrete, smonta stereotipi duri a morire e ricorda che la scelta professionale non dovrebbe mai essere il risultato di un automatismo sociale, ma di un desiderio lucido. In poche parole: trovare un lavoro che piaccia davvero.

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💡 Ma sai quanto guadagna oggi un elettricista o un sarto? No, è (anche) per questo che le tipologie di lavoro che vengono snobbate. Ma perché succede? Forse, tra i vari motivi, anche perché nessuno ha mai raccontato quanto valgono davvero. Per questo nel nuovo episodio di Like a Pro(f) abbiamo chiamato da noi Marco Ceresa, Group CEO di Randstad, per sfatare qualche mito sul mondo del lavoro e, come al solito, la verità è molto diversa da quella che passa sui social. Un po' come la storia del ragazzo che voleva “lavorare con le mani” e oggi è sarto per un grande brand: uno di quei mestieri che molti ignorano, ma che il mercato cerca come l’oro. 🔧 O di chi parte come idraulico o elettricista, studia le nuove tecnologie digitali, fa gavetta… e poi apre un’azienda che va alla grande. Il punto è che spesso inseguire l’immagine perfetta mostrata sui social rischia di allontanarci da ciò che davvero potrebbe renderci felici. Le vite scintillanti che vediamo in 10 secondi di video raramente raccontano tutto: dietro c’è quasi sempre una quotidianità che non è così patinata e per questo scegliere un lavoro che ci appassiona, che ci fa sentire competenti e soddisfatti, conta molto più dell’apparenza. E, come ricorda il nostro ospite, la reputazione è un capitale che si costruisce giorno dopo giorno: con il modo in cui ci si comporta sul lavoro, con le persone che incontriamo, con la serietà che mettiamo in ciò che facciamo, perché alla fine, al di là dei filtri e dei trend, è questo che apre davvero le porte del mondo del lavoro. lavoro LikeaPro(f) studenti superiori scuola

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Indice

  1. L’arte che torna a essere richiesta: il sarto
  2. Idraulici ed elettricisti: competenze nuove, soddisfazioni concrete
  3. L’inganno dei social: realtà contro finzione

L’arte che torna a essere richiesta: il sarto

Tra i mestieri più snobbati, Ceresa cita l’esempio del sarto. Una figura che molti considerano anacronistica, ma che in realtà vive una stagione di grande richiesta. Racconta la storia di “un ragazzo che, finito il liceo, non sapeva che università fare” e che ha scelto di imparare una professione “dove potesse lavorare con le mani”. E da una piccola sartoria di paese è arrivato a lavorare per un grande nome della moda.

Il punto non è il colpo di fortuna, ma la consapevolezza di intraprendere un percorso tecnico che richiede competenze, costanza, precisione. E che può portare a “guadagni molto interessanti”, sottolinea Ceresa, oltre a un senso di realizzazione raro da trovare altrove.

Idraulici ed elettricisti: competenze nuove, soddisfazioni concrete

Altra categoria spesso vittima di stereotipi è quello di idraulici ed elettricisti. Professioni percepite come “antiche”, quando in realtà oggi richiedono competenze avanzate: “È tutto molto più complesso”, spiega Ceresa, perché bisogna conoscere “le soluzioni digitali che riguardano il riscaldamento e il raffreddamento”.

La traiettoria prevede gavetta, specializzazione e, nei casi migliori, anche l’apertura di un’attività propria. Ceresa racconta di “ragazzi che si sono buttati” in questi settori e che oggi guidano microimprese solide, con soddisfazioni professionali e personali difficili da eguagliare in altri ambiti. 

A fare davvero la differenza, ricorda, è anche la reputazione: “Le aziende e le persone chiedono sempre le referenze”, e avere una buona fama, offline e online, diventa un vero capitale professionale.

L’inganno dei social: realtà contro finzione

Ceresa mette in guardia anche dal filtro distorto dei social, dove tutto sembra semplice, scintillante, immediato. “Spesso ti fanno vedere una vita bellissima… Dubai, New York…”, ma dietro quei video patinati c’è spesso ben altro: “Subito dopo quel momento tornano a fare un lavoro che magari non li soddisfa”.

La trappola, in questi casi, è di confrontarsi con un’illusione, non con una realtà. E misurare le proprie aspirazioni sulla base di una narrazione falsa significa soltanto alimentare frustrazione. Per Ceresa, l’unica bussola affidabile è cercare una professione coerente con ciò che si è davvero, non con ciò che viene mostrato.

Da qui il consiglio più importante: “Fate in modo di trovare un lavoro che vi piaccia”.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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