In arrivo la laurea per chi sogna il "posto fisso"

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
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Un tempo c'era il mito del 'posto fisto', un lavoro sicuro, con uno stipendio sicuro. Poi le cose sono cambiate. La crisi ha fatto stringere la cinghia allo Stato. Le assunzioni nella Pubblica Amministrazione si sono fermate. Nessun ricambio generazionale. Nel frattempo, però, chi era dentro ha iniziato ad andare in pensione. Lasciando molti posti vuoti. Così, di recente, il lavoro in ministeri ed enti pubblici è tornato di grande attualità. All'orizzonte una serie di concorsi che dovranno rimpolpare gli organici. Ma non solo. Tra le novità prefigurate anche un corso universitario che prepari al lavoro nel 'pubblico'. Una sorta di laurea ad hoc per il 'posto fisso'.


Lavoro: pensionamenti in vista nella Pubblica Amministrazione

Unendo l’elevata età anagrafica dei dipendenti statali con le novità introdotte in fatto di pensionamento, ci troviamo oggi in una situazione particolare. Sono circa 12mila i dirigenti che hanno già superato i 62 anni e un terzo di questi ha maturato oltre 38 anni di anzianità contributiva. Il dato diventa ancora più importante se si allarga a tutta la pubblica amministrazione: circa 500mila dipendenti pubblici nell’arco dei prossimi 3-4 anni avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro. Con alcuni settori che già sono in grande affanno: alle Regioni mancano 100 mila persone, il Servizio sanitario nazionale è sotto di 84 mila dipendenti, i ministeri avrebbero bisogno di altri 17 mila impiegati, ai Corpi di polizia servirebbe assumere almeno altri 13 mila agenti. Il problema, dunque, è ben noto ai piani alti della burocrazia italiana.

Nuovi concorsi in arrivo per il lavoro nel settore pubblico

Come superare l'empasse? Con un ampio turnover e l'indizione di nuovi concorsi. Nella Scuola, ad esempio, sono già state previste procedure concorsuali per assumere nuovi docenti in tutti i gradi di istruzione, dall'infanzia alla secondaria. Procedure di selezione in vista pure nella Sanità e per l'Agenzia delle Entrate (qui sono in arrivo 510 funzionari e 160 dirigenti). Grande attesa anche per l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Previsti bandi per 100 unità per le emergenze, 700 per mobilità nazionale, più 220 tra ingegneri, chimici e funzionari. Già scaduto, ma non meno atteso, è il concorso per diventare navigator, coloro che assisteranno i beneficiari del Reddito di cittadinanza nella ricerca di un'occupazione (stiamo parlando di 3000 posti). Assunzioni anche al Ministero dei Beni culturali (6000 unità che verranno impegnate nei musei, nelle biblioteche e nei luoghi d'arte). Altre 1000 per l'Ispettorato nazionale del Lavoro, 5000 per l'Inps (quasi 2300 andranno a sostituire chi andrà in pensione). Più di 6000 unità saranno assunte nelle forze armate, nella Polizia e nei Vigili del Fuoco. Non mancheranno assunzioni nei ministeri (Giustizia, Interno ed Esteri, con quasi 2mila funzionari da assumere). Nonché concorsi a livello locale (dalla Regione fino ai Comuni).


Canale di accesso riservato ai laureati per lavorare nella Pubblica Amministrazione

L’invecchiamento della Pubblica Amministrazione è però così radicale (gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%) che neppure lo sblocco del turnover potrebbe bastare, tanto che per abbassare di un solo anno l’età media servirebbero quasi 10 miliardi di investimenti. I posti di lavoro da coprire riguardano, in particolare, giovani qualificati e professionisti da inserire in settori legati soprattutto alla digitalizzazione della P.A.. Ma non è detto che un concorso possa bastare. Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, spesso i ragazzi che escono dall’Università hanno una "formazione estremamente generica”.

Per questo il governo sta studiando un nuovo canale di accesso alla Pubblica Amministrazione, completamente riservato ai laureati, con un corso studiato per formare risorse competenti a rivestire incarichi pubblici: "Con il ministro dell'Istruzione Bussetti - ha detto la ministra Bongiorno - abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella Pubblica amministrazione. Questo permette a chi si iscrive all'università di sapere che ha questa opportunità e permette alla P.A. di assumere ragazzi. Perché non è possibile che si entri nella Pubblica amministrazione soltanto a 35 anni".

Non sarebbe, però, una nuova corsia d’accesso preferenziale, ma una diversa e specifica preparazione. Le prove concorsuali, dopo il corso di laurea, dovrebbero verificare la capacità di organizzazione del lavoro, poiché, a detta della Ministra, non è sufficiente solo avere una buona memoria, ma serve dimostrare di avere le potenzialità per entrare nella P.A.. Il nuovo corso di laurea è allo studio, ma non si conoscono ancora i tempi per la realizzazione del progetto.

Oggi, invece, a seconda della selezione a cui si partecipa, le regole sono diverse, i requisiti possono variare e gli anni passano (si entra in servizio anche con un'età superiore a 35 anni). Bisogna dunque svecchiare: i dati, in questo, sono inequivocabili. Sono solo 14 i dirigenti pubblici sotto i 30 anni (in cinque casi sono dirigenti tecnici della sanità). Nulla di nuovo visto che, come segnala Il Sole 24 Ore, il dirigente-tipo ha un'età media di 55 anni e nel 28,5% dei casi ha superato i 60 anni.

Lavoro stabile fa rima con futuro

Di certo i giovani sanno che le loro carriere, nel bene e nel male, non saranno simili a quelle dei loro genitori (posto fisso, stessa azienda, crescita verticale) e molto probabilmente il lavoro del futuro sarà nomade. Secondo una recente indagine di Swg, il 'posto fisso' rimane fondamentale per un italiano su due, certezza nella certezza, senza possibilità di essere licenziati. Un sogno, tutt’altro che segreto, di molti italiani che da sempre lo associano a un futuro più stabile che gli consentirebbe di scacciare incertezze e difficoltà. Occasioni del genere, dunque, soprattutto nella Pubblica Amministrazione, sono da prendere al volo. Specie dinanzi a un tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti d'Europa (più del 30% secondo le ultime rilevazioni).
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21 novembre 2019 ore 16:00

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