Professione Geologo: come diventarlo?

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Chi è e come si è comportato in aula durante gli studi universitari? E dove lavora esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia di chi lavora come geologo, dalle sue caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

GEOLOGI IN AULA

- Sono 100 laureati di secondo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano come geologi. Giovani che nella totalità dei casi hanno una laurea magistrale biennale, iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo disciplinare Geo-biologico. In particolare puntano quasi tutti sull’indirizzo di Scienze e tecnologie geologiche (96%), e solo marginalmente su Scienze geofisiche (3%).
A seguire questa strada sono soprattutto i maschi (rappresentano il 67% contro il 33% delle loro colleghe), che lavorano in particolare al Sud (37%; è il 21% per la media), ma anche al Centro (33% rispetto al 23%).

GEOLOGI: LAUREATI DA 110 - E all’università come se la cavano? Conquistano il titolo a 27 anni, in linea con l’età dei loro colleghi (l’età media è di 27,2 anni per il complesso dei laureati di secondo livello occupati), e nell’85% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è l’83% per il complesso). Il voto medio di laurea è più alto della media (109,9 contro 107,6) e nel loro curriculum non si fanno sicuramente mancare le esperienze di stage e tirocini compiuti durante gli studi (55% contro 53% della media), e qualche esperienza internazionale (14% contro il 20%.)
E se gli chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono abbondantemente: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, il 76% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

I GEOLOGI NEL MERCATO DEL LAVORO - Per i geologi l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi non lunghissimi e comunque inferiori alla media: oltre tre laureati su quattro hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento della laurea (77%) e la prima occupazione è raggiunta dopo 5,6 mesi (è 7,1 per i colleghi). E’ altrettanto vero che prima di svolgere la professione, moltissimi di loro sono impegnati in un’attività di formazione post laurea (76%): in particolare, stage in azienda (30,5%), ma anche collaborazioni volontarie (29%) o tirocini e praticantati (26%), tutte propedeutiche all’avvio della libera professione. Non a caso, una volta varcata la soglia del mercato del lavoro su una percentuale di stabilità pari all’82% (contro il 70% della media), molti lavorano con contratti autonomi effettivi (73,5% contro il 23%).

GEOLOGO: QUANTO GUADAGNA? - Il guadagno resta però, ancora a cinque anni dal titolo, di gran lunga inferiore alla media: 1.089 euro netti mensili contro i 1.336 euro del complesso. I loro settori di punta sono tutti nel privato (95,5% contro il 73% della media), soprattutto nel ramo delle consulenze (57%) o dell’edilizia (22%). Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Eccome: per 93 geologi su cento la laurea è utile per lavorare (è il 62,5% per il complesso) e ben il 74% usa molto le competenze apprese con la laurea (è il 51% per la media).

GEOLOGO: COSA FA - Che tipo di lavoro svolge il Geologo? Secondo dati Isfol, ci sono delle mansioni che deve svolgere quotidianamente. In particolare deve (in ordine d’importanza):
- valutare i rischi e l'impatto ambientale
- dirigere i lavori e fare sopralluoghi presso i cantieri
- realizzare indagini o prospezioni geofisiche, geognostiche, geotecniche
- effettuare studi stratigrafici
- pianificare le opere da realizzare o gli interventi di recupero sul terreno
- svolgere indagini e rilevare dati geologici al fine di individuare minerali, gas, acqua, petrolio
- sovraintendere e organizzare lavori di trivellazione e sondaggi
- eseguire prove in laboratorio
- redigere o presentare rapporti (relazioni geologiche, studi di fattibilità, ecc.)
- analizzare o elaborare dati o informazioni
- elaborare e leggere cartografie
- realizzare prove penetrometriche sul terreno

CHE CONOSCENZE DEVE ACQUISIRE IL GEOLOGO - Ci sono informazioni, principi, pratiche e teorie necessari al corretto svolgimento della professione. Ecco quali servono al lavoro del geologo secondo i dati Isfol:

Geografia: Conoscenza dei principi e dei metodi per descrivere e rappresentare la terra, il mare e le masse d'aria, comprese le loro caratteristiche fisiche, le collocazioni, le interrelazioni e la distribuzione di piante, animali e gli insediamenti umani.
Matematica: Conoscenza dell'aritmetica, dell'algebra, della geometria, del calcolo, della statistica e delle loro applicazioni.
Lingua italiana: Conoscenza della struttura e dei contenuti della lingua italiana oppure del significato e della pronuncia delle parole, delle regole di composizione e della grammatica
Fisica: Conoscenza dei principi e delle leggi della fisica, delle loro interrelazioni e delle loro applicazioni per capire la dinamica dei fluidi, dei materiali e dell'atmosfera e le strutture e i processi meccanici, elettrici, atomici e subatomici

LE SKILLS DEL GEOLOGO - Le skills sono le capacità e le qualità personali che permettono di eseguire bene i compiti connessi con la professione. Chi lavora come geologo deve avere buone capacità di scrittura e di comprensione dei testi scritti, nonché notevoli doti di ragionamento scientifico. Deve poi essere abile nella comunicazione e nel risolvere problemi. Di sicuro, deve saper apprendere continuamente, e saper individuare gli strumenti necessari per svolgere le sue mansioni. La sua personalità, poi, dovrebbe essere propensa al lato pratico e concreto delle cose, privilegiare la manualità, con un buon senso logico e analitico. Non dovrebbe mancare, al perfetto geologo, anche un lato intuitivo e creativo.

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