
Come si scrive un curriculum vitae davvero efficace? Quali errori evitare? Quali informazioni valorizzare? Nel nuovo episodio di #Sapevatelo, il nostro vodcast YouTube, a rispondere a queste e molte altre domande è Carlotta Cicala, HR Administration Specialist di Skuola.net - quindi esperta nella selezione del personale - che ha condiviso consigli pratici e concreti su come preparare al meglio il proprio CV, anche in assenza di esperienze lavorative pregresse.
Indice
- Che cos’è il reparto HR?
- Cosa colpisce subito in un curriculum?
- Quanto conta la foto nel CV?
- Meglio il formato Europass o uno personalizzato?
- Come dev’essere strutturato un CV efficace?
- Come si può scrivere un buon CV se non si ha esperienza?
- Quando va inserita la lettera motivazionale?
- Meglio dire tutto nel CV, o si può omettere qualcosa?
Che cos’è il reparto HR?
Per iniziare, è utile chiarire il ruolo delle risorse umane. “Le Human Resources si occupano di tutti gli aspetti legati alla gestione del personale in un'azienda, quindi a partire dalle assunzioni, dalla ricerca da parte dell'azienda delle persone da poter integrare nel proprio organico, fino a tutti i processi che riguardano la gestione delle risorse umane, quindi le ferie, permessi, le richieste, le dotazioni aziendali, tutto quello che riguarda il personale a 360 gradi” spiega l’esperta.
Cosa colpisce subito in un curriculum?
Secondo Carlotta Cicala, ci sono alcuni elementi che balzano immediatamente all’occhio di chi legge un CV. Il primo è la presenza (o meno) di errori e refusi: “La preparazione del proprio CV deve prevedere un minimo di impegno, non è una cosa che puoi sottovalutare, perché devi essere attento a molti dettagli.”
Altro elemento importante è l’organizzazione e la cura del documento: “Sicuramente noto l'impressione che mi dà il curriculum, quindi se è un curriculum ordinato”. E poi c’è la parte iniziale: “La presentazione che la persona fa di sé, perché quello dice tanto, se tu sei in grado di fare una buona presentazione, di riassumere diciamo in tre parole, in tre righe, la tua esperienza di vita, di formazione, di soft skills, comunque è un qualcosa che vado a leggere”.
Quanto conta la foto nel CV?
“La foto non è obbligatoria. Una delle teorie è che le foto in generale possano generare bias cognitivi in chi poi va ad esaminare il CV, così come non è obbligatorio inserire dati personali che nessuno è tenuto a chiedervi”.
Se però si vuole comunque inserirla, attenzione a come farlo: “Dipende dal posto di lavoro per cui ti stai candidando. Non è necessario inserire una foto troppo impostata. Generalmente viene consigliato di inserire una foto all'interno del profilo del CV che sia uguale a quella del profilo di LinkedIn. Evitate le foto al mare, le foto in discoteca, parlo per esperienza” conclude l'esperta.
Serve il formato Europass?
“Europass è un curriculum di formato europeo, pensato per favorire la mobilità dei lavoratori all'interno dell'Europa. Oggi si ritiene un formato un pochino superato, si genera un CV lunghissimo, di tante pagine. Sicuramente ci sono alcune realtà in cui viene richiesto, sarebbe buona norma magari averne uno a disposizione”.
Come dev’essere strutturato un CV efficace?
“I CV sono tendenzialmente di massimo due pagine, c'è una parte di lettera di presentazione all'inizio, la foto può non esserci, i dati personali anagrafici che si desidera mettere e poi ci sono 4-5 righe di presentazione aggiornate, devono partire dalla più recente esperienza professionale, e devono raccontare un pochino chi sei e cercare di accattivare il recruiter, in modo da riuscire a catturare la sua attenzione”.
Come si può scrivere un buon CV se non si ha esperienza?
“Un ragazzo che non ha mai fatto un curriculum, e non ha esperienza lavorativa, può creare un CV interessante, inserendo le soft skills, i tirocini, i PCTO”.
L'HR, perciò, consiglia di “partite da esperienze personali, come volontariato o PCTO, e tutte le esperienze personali che possano aver dato delle competenze. Le soft skills sono quelle che permettono al candidato di vivere all'interno di una realtà aziendale, quindi sono sicuramente tenute in buon conto da parte degli HR e dei selezionatori, perché ti spiegano come questa persona una volta inserita potrà interagire con il resto del team”.
Quando va inserita la lettera motivazionale?
“Banalmente quando la richiedono, non è una cosa che si fa in automatico, non è obbligatorio. A volte le aziende richiedono all'interno della job position di allegare il CV e lettera motivazionale”.
Meglio dire tutto nel CV, o si può omettere qualcosa?
“In realtà con i processi di selezione abbastanza articolati è più difficile poi arrivare a mentire, nel senso che noi comunque svolgiamo un colloquio conoscitivo, un HR tendenzialmente cerca di conoscere le soft skills della persona, oltre a sentire dalla viva voce del candidato le stesse esperienze che poi può leggere sul curriculum".
Carlotta Cicala sottolinea che "l'importante è essere coerenti con quello che si scrive. Poi c’è un secondo step di colloquio, che è un colloquio più tecnico, una prova pratica, e lì si scoprono le competenze”.
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