10 ragioni per cui è meglio assumere un viaggiatore

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Di Redazione

Il viaggiatore crede che la scuola migliore sia scoprire il mondo, ecco 10 ragioni per cui è meglio assumerlo

"assumere viaggiatore"
“Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
(Agostino d’Ippona)”

Diciamoci la verità, Agostino d’Ippona ha ragione da vendere; il mondo è un libro e possiamo conoscerlo molto di più di quanto potremmo, studiando sui nostri pesanti e scomodi libri di geografia. E’ vero, il mondo deve ANCHE essere studiato per essere compreso, ma in primis (o in secundis) ognuno di noi dovrebbe poter avere l’opportunità di scoprirlo coi propri occhi, viaggiando, tanto o poco che sia. In ambito lavorativo il viaggio sta acquisendo sempre più importanza in conseguenza della grande globalizzazione che perdura da decenni e che apre le porte del mondo anche a piccole realtà economiche italiane. Proprio per questo il viaggiatore dovrebbe essere maggiormente tenuto in considerazione rispetto a chi, dal canto suo, non si è mai prodigato nel riscoprire sé stesso o nello scoprire diverse culture in un’avventura lontana da casa. Noi vi offriamo le 10 ragioni per cui un viaggiatore dovrebbe essere tenuto maggiormente in considerazione nella ricerca di un lavoro.

Non limitano la loro crescita personale


I viaggiatori frequenti hanno maggiore possibilità di crescita, sia professionale che come persone. Diversi studi hanno infatti mostrato che le qualifiche e le esperienze di un candidato contano per circa un 25% quando si tratta di chances di ottenere un determinato lavoro. Mentre il rimanente 75% dipenderà dalla capacità di relazionarsi con la gente e dalle abilità oratorie: insomma, sapere comunicare con la gente. Sotto questo punto di vista viaggiare è un allenamento ideale per migliorare queste abilità grazie al continuo rapportarsi con popolazioni dalle diverse culture.

Non vedono il cambiamento con sospetto


I Globetrotter sono ricchi di esperienza, e questo è soprattutto vero se si tratta di un soggetto che abbia già lavorato all’estero. In generale i viaggiatori hanno una visione del mondo molto più aperta e sono, di conseguenza, più consoni ed abituati ai cambiamenti: sia di riorganizzazione interna che di trasferimenti vari. Cosa che non si potrebbe dire di un candidato che non ha mai lasciato la propria città.

Sono abili nel gestire il tempo a disposizione


I viaggiatori sono, per antonomasia, coloro che organizzano al meglio il proprio tempo, lavorativo e non, in base ai diversi appuntamenti in agenda. Questa abilità è dovuta dalla grande esperienza derivante dalle ore spese a calcolare il tempo a disposizione per visitare le principali attrazioni delle città visitate. Proprio per questo il candidato “viaggiatore” sarà sicuramente meglio preparato a rispettare scadenze e compiere il lavoro assegnatogli in tempo.

Non sono restii a dover/voler imparare un’altra lingua


Se la tua compagnia sta cercando una persona che sappia interagire in diverse lingue allora andrai sul sicuro: il viaggiatore è un poliglotta, o almeno un finto tale. “Paese che vai, lingua che impari”, questo è il motto di chi è solito organizzare un viaggio all’estero; seppur siano poche parole o l’intero vocabolario della lingua del paese visitato, il viaggiatore ha sicuramente imparato la lingua di ogni Paese visitato e non si vergogna di sbagliare e tentare di nuovo. Se la tua impresa è quindi fortemente indirizzata all’estero non puoi sbagliare, il viaggiatore è la scelta più giusta.

Non si preoccupano se non hanno tutto sotto controllo


Ogni viaggiatore che si rispetti ha vissuto situazioni molto stressanti al di fuori della loro zona di comfort. In quanti di loro hanno perso la strada, o hanno avuto problemi con la lingua locale, o hanno perso un volo, o gli è stato rubato il portafoglio? Bè, per chi ha vissuto queste esperienze la corazza è già stata inspessita, affrontare nuove situazioni e sfide al di fuori delle loro capacità, e senza aiuti, è solo una nuova avventura da affrontare con maggiore consapevolezza, come gli hanno insegnato i viaggi.

Sono grandi lavoratori in Team


Organizzare viaggi insieme, vivere le stesse esperienze insieme, accettare i consigli del proprio compagno di viaggio o dei propri amici. Chi ha viaggiato sa cosa voglia dire fare parte di un gruppo, così come il gruppo è una delle prerogative fondamentali in ogni ambito lavorativo. Il viaggiatore sa come inserirsi in un team formato da diverse personalità grazie alle esperienze pregresse con le persone incontrate durante i viaggi. E ve lo dimostrerà tutti i giorni sul posto di lavoro.

Hanno una mente innovativa


I viaggiatori sono curiosi, la loro voglia di scoprire cose nuove è la benzina che li guida nelle mille avventure percorse e nelle altre mille in programma. La diversità è terreno fertile dove coltivare la loro creatività e, lo sa bene chi ha fondato quella famosa marca di Computer a PaloAlto, essa è una delle componenti più importanti per ogni azienda che si rispetti. La mente di chi ha vissuto molto tempo tra popolazioni straniere è portata al cambiamento, alla creatività e quindi all’innovazione. Fidatevi di un candidato che è stato contaminato da mille culture differenti perché sarà colui che vi proporrà mille alternative diverse, e tra di esse ci sarà quella che farà la vostra/sua fortuna.

Capiscono meglio le persone con le quali hanno a che fare


Avere vissuto sempre nello stesso posto ed essere sempre stato a contatto con persone con la stessa cultura vi permetterà di rapportarvi solo con esse. Il viaggiatore invece ha avuto a che fare con persone dalle diverse caratteristiche, non giudica, non sentenzia, capisce al volo le personalità e le diversità di ogni persona che gli metti di fronte. “L’allenamento“ effettuato grazie ai viaggi percorsi gli permetterà quindi di risultare più interessante alle altre persone che lo avvicineranno e lo vedranno come figura importante all’interno del team aziendale.

Sono grandi “ascoltatori”


Chiunque abbia viaggiato sa che il saper ascoltare è una delle regole fondamentali per vivere appieno l’esperienza abroad. Il viaggiatore si è sicuramente affidato, durante i suoi viaggi, a ciò che le altre persone gli consigliavano di provare, vedere, mangiare. Inoltre parlare con persone di cultura e nazionalità diversa ti fa provare quella empatia che ti lega ancora di più e affina la capacità di saper ascoltare e saper consigliare. In ambito lavorativo, quindi, il viaggiatore sarà maggiormente preparato quando arriverà il momento di ascoltare attentamente le direttive del Boss, i problemi dei propri colleghi o qualsiasi altra cosa che faccia riferimento ad esso.

Sono saggi, hanno priorità diverse dalle persone "normali"


Quanto scritto fino ad ora è veritiero e si riassume in una sola parola: saggezza. Più viaggi, più conosci, più riscopri te stesso e gli altri e...automaticamente acquisisci saggezza. Piuttosto che una bella macchina molto costosa (da pagare a rate) i "viaggiatori" preferiscono spendere i propri soldi per vivere avventure e viaggiare alla riscoperta delle bellezze della propria città o delle città vicina, il tutto sempre circondato da amici. Proprio per questo, la sua ineffabile conoscenza farà bene a qualunque persona gli graviti attorno. Proporrà scampagnate nei week-end non lavorativi che serviranno a fare "gruppo", vi aiuterà a gestire persone con le quali non avete mai avuto a che fare. Il viaggiatore è un Jolly e costituisce un privilegio per ogni azienda che decida di puntare su di lui.

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