Concetti Chiave

  • I verbi modali, come potere, volere, dovere, sapere e solere, forniscono sfumature al verbo principale, esprimendo desideri, possibilità o abitudini.
  • I verbi servili richiedono l'infinito con lo stesso soggetto e sono generalmente uniti all'infinito senza l'uso di preposizioni.
  • I verbi potere, dovere e volere assumono l'ausiliare dell'infinito che seguono, che può essere essere o avere, con una tendenza all'uso di avere nella lingua corrente.
  • Nei verbi riflessivi, si può utilizzare avere con la particella riflessiva legata all'infinito o essere con la particella riflessiva prima del verbo.
  • Il verbo "solere" è in disuso e spesso sostituito da "essere solito", specialmente nei tempi composti e in contesti informali.

Funzione dei verbi modali

I verbi modali servono a dare una sfumatura in più all’azione espressa dal verbo principale: generalmente viene aggiunto il concetto di voler fare o di poter fare una certa azione, oppure il saper fare o l’essere solito fare qualcosa. È come se essi fossero a servizio di altri verbi per far acquisire a quest’ultimi una sfumatura diversa. Per questo essi vengono anche chiamati “servili”.

Essi richiedono l’infinito con lo stesso soggetto. Essi sono: potere, volere, dovere, sapere (= essere capace) e solere (= essere solito). Fanno parte dei verbi servili anche cominciare, finire, cessare, tentare, sforzarsi, purché siano seguiti da un infinito

In genere, essi sono uniti all’infinito direttamente, cioè senza preposizioni

Devo lavorare – Non voglio uscire con te

Però si dice: Cercherò di aiutarti – Mi sono sforzato di finire il lavoro nei tempi – Domani comincerò a studiare il russo

Si chiamano “modali” perché indicano un modo dell’azione che viene espressa dall’infinito che segue e “servili” perché con l’infinito formano un tutt’uno.

Esempi: Ti posso aiutare? – Non dovete uscire – Non vogliono lavorare – Mi vuoi consigliare?

Uso degli ausiliari con i modali

Che ausiliare richiedono i verbi servili?

I verbi potere, dovere e volere sono talmente uniti con l’infinito che segue, che ne assumo l’ausiliare, essere o avere, secondo il verbo all’infinito, il verbo servile richiede l’uno o l’altro. In altre parole, i tre verbi servili richiedono l’ausiliare dell’infinito che segue.

Esempi:

Sono partiti / Sono dovuti partire

Mi hanno accompagnato alla stazione / Mi hanno voluto accompagnare alla stazione

Non mi hai aiutato / Non mi hai potuto aiutare

Questa norma, però, va perdendosi e nell’uso corrente della lingua italiana l’ausiliare avere tende sempre più a sostituire essere. Per questo motivo si dicembre Carlo non è voluto venire – Carlo non ha voluto venire

Verbi riflessivi e modali

E se il verbo è riflessivo?

Sono possibili due costruzioni. O si utilizza come ausiliare “avere” e in questo caso la particella riflessiva si lega all’infinito: Non ho potuto alzarmi prima, oppure si utilizza il verbo essere, ma in questo caso la particella riflessiva si colloca prima: Non mi sono potuto alzare prima

No. Il verbo “sapere” richiede sempre il verbo “avere” come ausiliare. Invece con i verbi riflessivi, si applica l’alternativa

Non ho saputo dire tutta la verità – Mi sono saputo ritirare in tempo – Ho saputo ritirarmi in tempo

Uso proprio e servile dei modali

No. Alcuni, come potere e essere soliti sono sempre servili. Altri, ammettono anche un uso proprio

Voglio del pane – Voglio comprare del pane – Cominceremo il nuovo lavoro fra una settimana – Cominceremo a lavorare fra una settimana – Devo molta gratitudine a mio fratello

Nella lingua parlata si tende a rendere indipendente il verbo servile dall’infinito e a coniugarlo sempre con il verbo “avere”.

Disuso del verbo solere

Il verbo “solere” è sempre più in disuso e, soprattutto nei tempi composti, si preferisce sostituirlo con “essere solito”.

Esempio:

Egli era solito bere tre caffè al giorno – Egli soleva bere tre caffè al giorno (in disuso, registro elevato e un po’ ricercato)

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale dei verbi modali?
  2. I verbi modali servono a dare una sfumatura in più all’azione espressa dal verbo principale, aggiungendo concetti come voler fare, poter fare, saper fare o essere solito fare qualcosa.

  3. Quali sono i verbi considerati servili?
  4. I verbi servili includono potere, volere, dovere, sapere e solere, oltre a verbi come cominciare, finire, cessare, tentare e sforzarsi, purché seguiti da un infinito.

  5. Come si uniscono i verbi modali all'infinito?
  6. I verbi modali si uniscono all'infinito direttamente, senza preposizioni, come in "Devo lavorare" o "Non voglio uscire con te".

  7. Qual è la regola riguardante l'ausiliare dei verbi servili?
  8. I verbi potere, dovere e volere assumono l'ausiliare essere o avere a seconda del verbo all'infinito che seguono, ma nell'uso corrente, l'ausiliare avere tende a sostituire sempre più l'essere.

  9. Qual è il destino del verbo "solere" nella lingua italiana?
  10. Il verbo "solere" è sempre più in disuso e, nei tempi composti, si preferisce sostituirlo con "essere solito", come in "Egli era solito bere tre caffè al giorno".

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