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Questa novella scritta da Giovanni Verga, racconta la vita di un fanciullo soprannominato Rosso malpelo per i suoi capelli rossi, che a quel tempo erano segno di malvagità e cattiveria, invece era proprio lui a subire percosse e maltrattamenti: ogni giorno lavorava per pochi soldi e veniva trattato come una rogna, evitandolo e prendendolo a calci; sempre costretto a lavorare in pessime condizioni su una cava di sabbia rossa, dove lavorava suo padre prima che morisse travolto da un masso di terra durante un lavoro notturno.
Malpelo appena gli arrivò la notizia dell'incidente di suo padre si trovò in una situazione disperata: scavava la terra con le mani fino a farle sanguinare, lui urlava a squarciagola ma non ricevette da nessun o degli altri lavoratori sostegno. L'indifferenza e la malvagità degli altri spinsero Malpelo a lavorare nella cava dove era morto il padre, poco dopo ritrovò il suo cadavere e volle spostarsi da quella cava; in questa cava conobbe un ragazzo soprannominato Ranocchio per i suoi problemi fisici legati alla spalla. Malpelo divenne aggressivo anche nei confronti di chi viveva una situazione più difficile di lui, infatti picchiava a bastonate ranocchio pensando di insegnarli come doveva essere affrontata la vita; poco dopo Ranocchio morì per una terribile malattia così malpelo si ritrovò ancora una volta completamente sol, preso dalla disperazione si offre volontario per esplorare un pericoloso incarico: andare in una nuova via sotterranea che lo porterà a sparire nel sottosuolo, lui disperato cerca aiuto ma la risposta di tutti è sempre l'indifferenza finché Malpelo muore. Da quel giorno in poi i ragazzi della cava non lo nominano neppure per paura di ritrovasi davanti il fantasma del povero Malpelo.

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