Video appunto: Greta Thunberg - Lotta per l'ambiente

Greta Thunberg - La lotta per l'ambiente



“Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molte persone pensano che la Svezia sia solo un piccolo paese ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Ora siamo un gruppo di ragazzi che hanno deciso di manifestare dopo la scuola ma pensate cosa potremmo fare tutti insieme per il pianeta, se lo volessimo veramente!”
Così si è presentata al Cop Ventiquattro, il forum sul clima che si è tenuto in Polonia nel dicembre duemiladiciotto.

Potremmo continuare a citare un’infinità di frasi uscite dalla bocca di questa ragazzina appena adolescente, perché ogni concetto da lei espresso è un severo schiaffone per farci svegliare, ogni frase è un colpo ben assestato ai potenti della Terra, così giovane e pur già simbolo mondiale alla lotta a favore dell’ambiente e per la salvaguardia della Terra. Un peso a dir poco enorme da portare sulle spalle per una così giovane ragazza ormai già icona di un’intera generazione, eppure lei continua ormai da tre anni sulla sua linea, senza incertezze, senza tentennamenti, senza mollare mai. La sua missione? solo una, far aprire gli occhi ad mondo che non vede che ci stiamo distruggendo con le nostre mani. Far accendere i riflettori di tutto il mondo sullo stato di salute del Pianeta, una cosa da poco insomma per una ragazza di soli quindici anni quando si fece notare per la prima volta, tutto ebbe inizio nell’agosto duemiladiciotto quando un giorno Greta decise di non andare più a scuola per presentarsi ogni mattina davanti al parlamento per un pacifico sit-in di protesta, in quell’estate la Svezia venne colpita da numerosi incendi boschivi dovuti alle anomale ondate di caldo, e lei era li per chiedere al governo svedese di ridurre le emissioni di anidride carbonica, come prevedeva l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico.
Così nel tempo il suo sciopero venne alla ribalta delle cronache di tutti i media e la protesta venne ripresa da varie rappresentanze di giovani in tutta Europa.
Aveva funzionato, il gesto isolato di una ragazzina svedese riuscì a smuovere le coscienze dei più giovani e carpì l’attenzione dei media ma soprattutto dei governi mondiali, tutto il mondo che sapeva non poteva più girare lo sguardo dall’altra parte; così il salto fu breve dalla piazza della propria città alle tribune dei maggiori meeting internazionali sul clima :
- Rise for Climate – Parlamento Europeo (Bruxelles)
- Extinction Rebellion (Londra)
- COP ventiquattro – vertice delle nazioni unite (Polonia)
- Forum economico di Davos (Svizzera)
Solo per citarne alcuni…
“Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi.”
Greta non ferma la sua corsa su un treno rigorosamente elettrico o meglio in barca a vela, si, perché il viaggio in America avviene in compagnia del padre e un team di skipper proprio a bordo di questo mezzo ovviamente per non inquinare. Infatti coinvolge direttamente nel cambiamento anche i sui genitori che convertono il loro stile di vita in green iniziando a mangiare solo vegano e non prendendo più aerei.
Insomma la nostra eroina le prova davvero tutte per affermare ciò che pensa, al contrario di tutti noi che come si dice predichiamo bene e razzoliamo male! Greta passa dalla teoria ai fatti e riesce nel suo intento, quello che dice lo fa. Se qualche anno fa ci avessero detto che una ragazzina di quindici anni avrebbe smosso le coscienze delle persone e che avrebbe parlato avanti ai governi di mezzo mondo non ci avremmo mai creduto, eppure grazie a dio è così, paradossalmente questa forte scossa è venuta da una giovane persona, una figura che rappresenta il futuro del nostro pianeta e non dai potenti (adulti) che di coscienzioso hanno ben poco.
I governanti e le multinazionali a causa dello sfruttamento senza regolamentazioni delle risorse primarie e a causa del conseguente inevitabile inquinamento di terra mari e aria hanno portato al collasso un pianeta intero nell’arco di cento anni, un tempo praticamente nullo rispetto all’età della Terra, siamo stati capaci di rovinare il mondo in cui viviamo e che è stato plasmato dalla natura in milioni e milioni di anni in un battito di ciglia.
Ma cosa forse ancora più grave è che lo sapevamo, lo sappiamo e non abbiamo fatto niente, e non stiamo facendo niente tuttora, secondo ciò che ci è stato inculcato i potenti sono troppo potenti e non possiamo contrastarli, e come dice Greta di certo i pochi ricchi della terra non smetteranno di arricchirsi a discapito della stragrande maggioranza della popolazioni e dell’ambiente.
L’errore ulteriore sta nel fatto che tutti noi siamo colpevoli di pensare che come singoli individui non abbiamo il potere di poter cambiare le cose o che per lo meno pensiamo che se facessimo delle buone azioni sarebbero inutili rispetto a tutto ciò che di male si fa nel mondo.
Ma in questo momento storico, senza fare retorica, non è più tempo di pensare ma è tempo di agire perché la Terra si trova molto probabilmente davanti ad un bivio irreversibile, tutti gli esperti teorizzano un countdown che onestamente dovrebbe spaventare tutti noi: o miglioriamo concretamente il nostro stile di vita o collasseremo irreversibilmente in pochi anni.
Greta ha il merito di aver messo in pratica ciò che il resto delle persone non sogna nemmeno lontanamente di fare magari per pigrizia, menefreghismo, indifferenza, perché pensiamo che non ci riguarda o perché non possiamo far niente o altre mille scuse…
Greta Thunberg ha rotto gli schemi. Li ha rotti con la più radicale e semplice delle scelte: ha diviso il sì, dal no. Chi c'è e chi non c'è. Chi agisce o spinge ad agire per il bene comune e chi, al massimo, firma qualche manifesto inutile. È partita da sola e la sua protesta è diventata globale. Think globally, act locally, pensa globalmente, agisci localmente si diceva un tempo. Non è più così, Greta lo dimostra. Problemi globali richiedono soluzioni globali. Il clima, l'effetto serra, la devastazione delle terre, il landgrabbing sono problemi globali a impatto differenziato. Chi è ricco (ma per quanto?) ne trae ricavi, gli altri pagano il conto. Ma alla fine, il conto, lo pagheremo tutti.
La chiusura migliore che possa fare è ancora una volta con un suo pensiero, perchè con poche e semplici parole questa straordinaria persona ha centrato il punto senza girarci intorno :
“Dobbiamo cambiare adesso perché domani potrebbe essere già tardi.”