gaianet di gaianet
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La metamorfosi

Gregorio Samsa come tutti i giorni, appena sveglio andò in bagno, si fece la doccia, si rase la barba, si vestì con giacca e cravatta e andò al negozio. Lavorava come commesso e cassiere in una gioielleria di Milano in Via Monte Napoleone 8, la gioielleria Sabbadini, ereditata da sua nonna, morta da poco.
La gioielleria non era tanto grande, ma nemmeno piccola, i gioielli erano tutti esposti su delle teche in cristallo, posizionate in tutti i muri, c’era un bel giro di gente, si guadagnava bene e non ci si annoiava mai. Gregorio era un ottimo commesso, simpatico, gentile e sincero, il classico commesso di cui chiedono tutti i clienti. Lui conosceva benissimo quel posto, ci lavorava da quando aveva tredici anni e aiutava la nonna. Fare il commesso gli è sempre piaciuto, e per questo risulta così spontaneo e disponibile.
Arrivato al negozio si posizionò nel suo solito posto, alla cassa e iniziò ad aspettare il primo cliente, quando sentì uno strano rumore nel retro del negozio, dove c’erano il bagno e il magazzino.
Si avvicinò al magazzino, dove teneva tutti i gioielli che non ci stavano nelle vetrine, ma non trovò niente, poi andò in bagno, e appena aperta la porta, vide decine di scarafaggi uscire dal water, che si dirigevano verso il negozio; proprio in quel momento, stava entrando in negozio Sara, una bellissima ragazza, che andava a trovare Gregorio ogni giovedì, e di cui lui era molto innamorato.
Appena entrata, Sara, che era un’animalista, vide Gregorio che calpestava tutti quegli scarafaggi, che correvano per tutta la stanza. A quella vista, Sara si arrabbiò un sacco e urlò: -Cosa stai facendo a quei poveri scarafaggi, poverini, non ti hanno fatto niente, smettila subito!- Sara, vedendo che Gregorio non l’ascoltava, decise di agire, aprì la porta e fece scappare tutti gli scarafaggi.
Quando furono tutti usciti, sgridò Gregorio e gli disse: -Sei veramente uno stupido! Li stavi uccidendo tutti, cosa ti avevano fatto?- e allora Gregorio rispose: -Peggio per loro che sono venuti nel mio negozio!- Sara allora ancora più arrabbiata gli disse: -Domani torno qui in negozio, voglio proprio vedere se hai cambiato idea, se no addio!- e se ne andò.
Dopo che se ne fu andata Sara, Gregorio tornò arrabbiato a casa sua, guardò la tv, fece qualche cruciverba, lesse e pagò alcune bollette arretrate, finché mangiò e se ne andò a letto.
La mattina dopo, Gregorio, si ritrovò sommerso dalle coperte in un letto gigante, alto più di 6 metri, si spaventò un sacco quando alzò lo sguardo e vide che anche la stanza era enorme, all’inizio pensò fosse un sogno, o che si era rimpicciolito, ma la seconda idea era a dir poco impossibile, ma dopo molte sberle e pizzicotti rinunciò alla sua idea del sogno e si rassegnò alla seconda ipotesi.
Era non solo sconvolto, ma anche entrato in panico, non capiva più niente, come era possibile una cosa del genere? Era colpa di una strega? Ma no, le streghe non esistono, o forse si? Dopo un po’ di domande che si era posto e a cui non aveva trovato risposte, si tranquillizzò e provò a riflettere su come scendere.
Per fortuna, come ogni notte, la coperta era caduta in terra e quindi se avesse saltato, l’atterraggio sarebbe stato morbido, prese coraggio e saltò, ma ancora più impressionante fu la cosa che successe dopo, spiccò il volo, Gregorio volò per tutta la stanza, dal letto fino alla scrivania, dove si fermò di colpo. Le sorprese non erano ancora finite, guardandosi allo specchio, non vide se stesso in versione miniatura, ma un grosso, marrone, schifoso scarafaggio!
Questo fu per Gregorio il colpo più forte, che quasi lo fece svenire. Lui era uno scarafaggio, uno di quei cosi che viaggiano nelle fogne, quei cosi che puzzano e fanno schifo alla gente, quei cosi che Sara è l’unica a proteggere. Dopo un momento di pieno disgusto, Gregorio si ricordò che a breve sarebbe arrivata a casa sua Linda, la donna delle pulizie, e proprio per semplificare le cose, è la donna che odia più di qualsiasi cosa gli insetti.
Verso le 11:30 arrivò Linda, con la sua solita borsetta rosa, le sue solite scarpe rosa e la sua solita scia fortissima di profumo. La più veloce idea che venne a Gregorio (e la più stupida) fu quella di andare da lei e spiegarle quanto era accaduto, sperando che l’ascoltasse.
Come prevedibile appena Gregorio le si avvicinò, lei cominciò a urlare come una pazza, cercando di cacciare l’insetto, che provava a comunicare.
Prima di riuscire a scappare, Gregorio dovette schivare qualche vaso, qualche giornale, qualche scarpa e ciabatta puzzolente…
Alla fine Gregorio riuscì a nascondersi in una grata, era molto buia e piena di ragnatele, sicuramente Linda non l’aveva mai pulita. Poi, mentre aspettava che Linda si allontanasse, scorse una piccola fessura nella finestra, così, appena la donna si allontanò, Gregorio volò fino alla finestra e riuscì ad uscire.
Appena fuori, decise di andare al negozio, per vedere come era la situazione. Lungo la strada dovette schivare parecchi piedi, zampe e ruote, e si accorse che la vita da scarafaggio non era facile, non poteva distrarsi un attimo, se no l’avrebbero schiacciato.
Arrivato di fronte al negozio, vide Sara, che guardava dispiaciuta il cartello che diceva “CHIUSO”, e proprio in quel momento… Splath! Una bambina che correva lo schiacciò, Gregorio aveva fatto la stessa fine di molti altri scarafaggi, compresi quelli che lui stesso aveva schiacciato il giorno prima. Sara se ne andò, sentendosi un po’ in colpa, e qualche giorno dopo Linda denunciò la scomparsa di Gregorio Samsa, sparito dal 18/06/2018.
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