Dopo il primo conflitto mondiale gli Stati Uniti ebbero un forte sviluppo economico grazie all’esportazione di beni industriali e agricoli verso l’Europa. Questa fase di crescita/espansione economica si interruppe però bruscamente con il crollo della domanda di beni da parte dell’Europa stessa, crollo che generò una grave crisi provocando effetti a catena: la produzione di beni si ridusse drasticamente, molte fabbriche ed imprenditori agricoli fallirono, questi ultimi non furono più in grado di pagare i debiti contratti con le banche che a loro volta fallirono. Quindi gli Stati Uniti furono attraversati dalla crisi.
Una delle ultime conseguenze di questo processo fu il licenziamento di molti lavoratori dipendenti. Gli azionisti , nel vendere tutti contemporaneamente le loro azioni, generano così il 24 Ottobre 1929 il crollo della borsa di Wall Street. Nel 1932 il numero dei disoccupati, alimentato da questa spirale negativa, raggiunse i 13 milioni. Gli Stati Uniti colpiti dalla crisi del 29 ritirarono i prestiti concessi all’Europa per la ricostruzione postbellica questo ebbe ripercussioni sul vecchio continente, così anche le industrie e le banche europee furono travolte nella crisi economica e finanziaria proveniente da oltreoceano. La ripresa della Germania era fortemente legata ai contributi d’oltreoceano e nel momento in cui gli Stati Uniti ritirarono i loro capitali la Germania ricadde in una profonda crisi. Da un punto di vista sociale in Europa ma soprattutto in Germania, si generò l’aumento della disoccupazione, della miseria, degli inevitabili scontri sociali che rafforzarono i partiti nazionalisti, forti e capaci di riportare l’ordine in poco tempo. La Russia con un‘ economia scarsamente collegata ai commerci internazionali e l’Inghilterra strettamente connessa al commercio con le sue colonie e non legata all’economia del dollaro furono gli Stati europei che meno risentirono della crisi americana e delle ripercussioni sociali. Come già detto la situazione così critica della Germania diede modo a Hitler e al suo partito ultranazionalista , il partito dei lavoratori tedeschi, futuro partito nazista, di raccogliere ampi consensi dalla popolazione tedesca.Ottenuti molti voti, circa 6 milioni, Hitler fu chiamato a formare un nuovo governo dal Presidente della Repubblica, nel 1934, alla morte di quest’ultimo, Hitler assunse anche la carica di Presidente della Repubblica. Così tutti i poteri dello Stato erano nelle sue mani, cancellò inoltre la Repubblica di Weimar per istituire la dittatura nazista.

Chiuse il Parlamento, abolì ogni partito avversario per non avere oppositori politici impedendo libertà di pensiero e di parola ma avviò anche un programma di opere pubbliche utili a far diminuire i disoccupati. Inoltre gli ebrei furono ingiustamente accusati da Hitler, di essere causa di tutti i mali dichiarandoli nemici della Germania; essi furono esclusi da ogni incarico pubblico, gli furono sequestrati tutti i beni e segregati nei lager. Avviò una politica espansionistica dichiarando guerra ai paesi ad est della Germania, individuati come spazio vitale, supportata da un programma di riarmo per portare a termine una guerra che avrebbe cancellato l’umiliazione generata dal trattato di Versailles e formare il 3° Reich. (tutte queste idee furono, nel 1924 raccolte nel suo libro Mein Kampf). Intanto Hitler conquistò l’Austria così Francia e Inghilterra, che prima non avevano fatto nulla per fermare l’ascesa di Hitler, decisero di riunirsi nella conferenza di pace a Monaco assieme a Germania e Italia, ma poco dopo fu invasa la Cecoslovacchia, stipulò un patto di non belligeranza assieme alla Russia chiamato Molotov-Ribbentrop, ma subito dopo invase la Polonia. Le altre potenze per paura che la Germania si espandesse oltremodo decisero di attaccarla il 1° Settembre 1939 così scoppiò a distanza di 30 anni la Seconda Guerra Mondiale.

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