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La seconda fatica di Ercole


La seconda fatica di Ercole consisteva nell'uccisione di un altro mostro terribile che si aggirava nella palude di Lerna, accudita da Era, che voleva uccidere Ercole poiché frutto del tradimento del marito Zeus con Alcmena. Si diceva che fosse figlia di Echidna e Tifone, genitori di altri feroci mostri. I miti si differenziano per il numero delle teste che questa draghessa/serpentessa avesse, ma ciò che hanno in comune è che quando una testa di drago veniva mozzata ne ricrescevano altre tre. Ovviamente era un mostro della mitologia, molto velenoso e che incuteva terrore agli uomini. Per questo motivo Ercole si fece aiutare dal nipote Iolao: ogni volta che Ercole mozzava una testa, il nipote era prontissimo a bruciare il collo per evitare che ne ricrescessero altre tre. Nel mentre Era, capendo che per l'Idra non ci sarebbe stato più molto da vivere, inviò un grande granchio Carcino, che si attaccò al piede di Ercole, eppure egli riuscì a schiacciarlo, poi uccise anche il primo mostro. Piantò delle lunghe frecce nelle ferite in modo che esse non si riaprissero. Anche se l'Idra era morta Euristeo, per mettere i bastoni fra le ruote non dichiarò superata questa fatica. Dopo la vittoria Era trasformò il Carcino nel segno zodiacale del cancro e l'Idra in una costellazione.
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