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I ragazzi che si amano

Jacques Prèvert era nato in Francia a Neuilly-sur-Seine nel 1900 . I suoi versi, resi celebri anche attraverso notissime trascrizioni musicali, cantano le piccole cose essenziali della vita quotidiana in un linguaggio volutamente
familiare, e sono sempre improntati a una spontanea semplicità. Tra le sue raccolte poetiche ricordiamo Parole (1945), Storie (1946), Spettacolo (1951), La pioggia e il bel tempo (1955); Prèvert si affermò anche nel campo cinematografico, soprattutto come sceneggiatore. Prèvert è uno dei più noti "poeti d'amore" del nostro tempo, grazie alla semplicità del suo linguaggio, alla quotidianità delle situazioni e all'intensa suggestione emotiva dei suoi versi . La sua facile vena poetica , di larga presa soprattutto sul pubblico giovanile , lo rese anche autore di canzoni di grandi successi, come la celebre Le foglie morte. Le poesie di Jacque Prèvert esaltano anche l'aspetto totalizzante dell'amore vissuto da giovani innamorati : niente e nessuno esiste più attorno a loro, poiché essi non appartengo più a questo mondo , ma a un altro che vive nell'accecante calore del loro sentimento.

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Per quanto riguarda il testo de I ragazzi che si amano: possiamo vedere che l'entusiasmo coinvolgente del primo amore, capace di trasportare gli innamorati in una dimensione non terrena, è il tema di questa delicata lirica, in cui ciascuno può ritrovare echi e immagini della propria adolescenza. Il componimento è condotto sulla contrapposizione fra i ragazzi che si amano , estraniati dal mondo e dimentichi di tutto , e i passanti con i loro sentimenti meschini, la loro banale quotidianità. Il poeta, senza enfasi ma con giocosa partecipazione , sottolinea il contrasto con espressioni felici: alla notte dei sentimenti, in cui vivono immersi gli uomini comuni, si oppone la luminosità accecante, più alta di quella del sole, della passione e dei ragazzi innamorati. La breve lirica, che testimonia l'immutabile gioiosità dell'amore giovanile, è espressa in una forma lieve e musicale e con un linguaggio poetico caratterizzato da immagini delicate e da semplici metafore.

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