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Giovanni Pascoli
Biografia
Nasce il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna quarto di otto figli. Suo padre era amministratore della tenuta dei Torlonia e la madre discende da una nobile famiglia di Sogliano di Rubicone
A sette anni Pascoli entra nel Collegio degli Scolopi ad Urbino e il 10 agosto 1867 il padre Ruggero
viene ucciso da una fucilata al suo ritorno da un viaggio d'affari a Cesena,questo evento fu commemorato anche con una poesia “X agosto”.
Nel 1873 inizia a frequentare Lettere all'Università di o Bologna grazie a una borsa di studio e a causa dei continui lutti questo diventa un periodo di agitazione e difficile per Pascoli che qualche anno dopo viene arrestato e messo in carcere per alcuni mesi per aver partecipato alla manifestazione dell'anarchico Filippo Passante.
Quando fu scagionato riprese la sua normale vita completando gli studi e laureandosi in Lettere nel 1882.Iniziò subito a insegnare le lingue classiche a Matera, Massa, Livorno, Bologna e Pisa ma continuò a comporre poesie e vinse ben tredici volte il concorso di poesia latina ad Amsterdam.
Vive con le sorelle Ida e Maria, ma con i suoi primi risparmi si compra una villetta a Castelvecchio di Barga legata a molte poesie.
Giovanni Pascoli prende il posto di Carducci quando morirà nel 1906 come professore di letteratura italiana all'università di Bologna.
Infine Pascoli muore nel 1912 e devolve tutto il suo patrimonio a sua sorella Maria. É stato sepolto nella cappellina davanti alla villa di Castelvecchio.

La poetica
Secondo Pascoli vi è in tutti gli uomini un fanciullino, che rimane intatto anche quando crescono.
Questo fanciullino e il poeta, presente in tutti gli uomini in maniera potenziale; ma solo chi sa ascoltare questa voce, diventa veramente un poeta.
Per questo motivo spiega:
1. che la poesia è rivelazione ingenua e spontanea, irrazionale e intuitiva;
2. che il poeta non crea ma riconosce la poesia già esistente nelle piccole cose;
3. che l'anima segreta delle cose, viene scoperta con stupore, come misterioso, sconosciuto;
4. che serve e sprimersi con chiarezza e immediatezza le sensazioni.
Questo lo porta a cogliere non solo gli aspetti più misteriosi e intimi, ma anche problemi sociali del suo tempo. Però ha una visione pessimistica e percepisce la vita un mistero in cui le uniche certezze sono dolore e male perciò la poesia e le voci del Fanciullino sono per lui rivelatrici del mistero.

La scrittura
Giovanni Pascoli è solito ad inserire figure foniche.
Onomatopea: suggerisce col suono delle parole i rumori. Esempi:

L'assiuolo - “Sentivo fru fru tra le fratte”
Assonanza: rima imperfetta tra parole che contengono le stesse vocali dopo l'accento. Esempi:
Lavandare - “Frasca” e “Rimasta”
Allitterazione: ripetizione delle stesse lettere oppure di simili suoni. Esempi:
Nebbia - “Nascondile,involale al volo”

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