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Giacomo Leopardi


-Vita-


Giacomo Leopardi, nato nel 1798 a Recanati da una famiglia nobile, fu un grandissimo autore. Condusse una vita isolata dalle relazioni interpersonali, preferendo lo studio nella biblioteca di famiglia, che comprendeva in particolare libri Latini e Greci.
Aveva una forte visione pessimistica, inizialmente "individuale", a causa del suo fisico debole, ed in seguito "storico, in cui si chiede se l'uomo potrà mai essere felice.
Infatti Leopardi sostiene che gli antichi conducevano una vota più felice rispetto a noi (ai popoli moderni), poiché al giorno d'oggi siamo abituati alla ricerca della realtà, considerata una cosa negativa, quindi l'uomo è e sarà sempre infelice.
In realtà lui ebbe alcune relazioni, ma solo sul piano letterario.

Leopardi afferma che non c'e un Dio e che quindi il mondo funziona per mezzo di leggi meccaniche della natura, cosa a cui lui va contro.

Inoltre afferma che la vita sia propriamente "terrena", poiché l'individuo è solo materia, quindi Leopardi vive come un ateo. Egli, infatti, dice che i cristiani vivono nella materia.

-Opere-


Leopardi compone un insieme di poesie denominate "Idilli", che contengono la teoria del "vago" e dell'"indefinito". Scrisse i “Piccoli Idilli” dal 1819 al 1823 e i “Grandi Idilli” dal 1828 al 1830.
Nello "Zibaldone", raccolta di suoi pensieri, si spiegano questi ultimi concetti, infatti, secondo Leopardi nel mondo ci sono degli elementi naturali dai quali noi sviluppiamo la nostra immaginazione, proiettandoci verso qualcosa di indefinito.
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