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Ugo Foscolo - Alla Sera

Il poeta, con questo sonetto, sostiene che la sera gli è molto cara e che attende con gioia la fine del giorno, sia d'estate sia d'inverno. Al contrario degli altri sonetti, Foscolo introduce la poesia con la parola "forse", esprimendo un dubbio. Poi subito dopo viene riportata un'espressione che sembra quasi un'allegoria: "fatal quiete"; perchè fatal è una cosa negativa, ma la quiete, al contrario, è una cosa positiva e quando il poeta inserisce nella poesia queste due parole, vuole rappresentare la morte e pensa che l'immagine di quest'ultima sia la sera.
Come nelle altre poesie, il poeta, invoca gli elementi fondamentali dei componimenti, come "In morte del fratello Giovanni". In seguito descrive in due momenti la parola "quando": la prima volta per indicare il momento in cui la sera è seguita dalle nubi estive e i venti sereni, in estate; poi la seconda volta per indicare l'istante in cui la sera dal cielo nuvoloso distende sulla terra le tenebre, in inverno. Successivamente il poeta afferma nella poesia che la sera occupa le vie più segrete del suo cuore, evidenziando che solo quel momento della giornata conosce certe cose. La parola "cor" la si può collegare alla parola petto del sonetto "In morte del fratello Giovanni" quando si esprime con le seguenti parole "le genti straniere devono ridare le sue ossa alla Madre". Nella strofa seguente sostiene che la sera lo fa liberamente vagare nei suoi pensieri, riconducendolo a pensare all'infinito. Infine, nell'ultima strofa, mentre guarda la pace della sera "il suo spirito si placa", dopo che lui combatté per Napoleone contro gli austriaci. Per tutto il poema, Foscolo si rivolge alla sera come ad una amica.
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