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Il riassunto

Utilissimo, ma non sempre facile esercizio è il riassunto. Quando dovrai riassumere un racconto, una novella o un passo di un libro, leggilo anzitutto due o tre volte e cerca di afferrarne bene il significato e di ricordare il susseguirsi dei fatti, quello cioè che si indica con il nome di “intreccio”.
Poi chiudi il libro e provati ad esporre oralmente quanto hai letto badando a tralasciare i particolari inutili.
Fatti quindi, per scritto, un breve schema del racconto. Indi sviluppalo stando attento a non dar più rilievo ad una parte a danno delle altre; cerca di essere breve il più possibile, ed esponi i pensieri con parole appropriate.
Dopo che avrai riassunto un racconto, non ci staranno male due righe di commento nelle quali esporrai brevemente le tue considerazioni su quanto avrai letto.

Eccoti come esempio il riassunto della favoletta:

Schema: Un leone ammalato desidera mangiarsi le interiora ed il cervello di un cervo. Prega la volpe di trovargliene uno. Questa riesce a portarne uno nella tana facendogli credere che il leone morente lo vuol nominare suo erede. Ma il cervo, come il leone gli balza adosso, riesce a scappare. Di nuovo la volpe, furba, riesce ad abbindolarlo e a farlo entrare nella tana del leone che questa volta se lo divora. Ma il cervello se lo pappa la volpe astuta.

Riassunto: Una volta un leone ammalato disse alla volpe come unica medicina desiderava le interiora e il cervello di un cervo.
La volpa andò in cerca di un cervo e, trovatolo, gli disse che il leone morente lo voleva nominare suo erede. Il cervo lusingato abboccò ed entrò nella tana del leone, ma quando questi gli balzò addosso, fu pronto a fuggire.
Allora il leone piangeva e si disperava tanto che la volpe si decise a rimettersi in cerca del cervo. Ma, quando lo trovò, quello la investì con male parole.
Ma la volpe furba lo rabbonì dicendo: “Sciocco! Perché fuggisti? Il leone ti si era avvicinato per confidarti i suoi segreti e senza volerlo ti ferì con una zampa. Da’ retta a me, torna da lui, non lasciare che un altro animale, meno meritevole di te, ti soffì il regno!”.
Il cervo, sciocco ed ambizioso, si lasciò persuadere e tornò nell’antro del leone che questa volta lo sbranò e lo divorò. Ma quand’ebbe finito, invano cercò il cervello del cervo. La volpe, che se lo era pappato lei, poiché era il boccone migliore, disse al leone: “È inutile che cerchi il cervello: se l’avesse avuto non sarebbe venuto per ben due volte a mettersi tra i tuoi artigli”.

Commento: Questa favola mette in evidenza la cupidigia del leone, la furberia della volpe e la stupidità del cervo. Quante volte l’ambizione e la stoltezza son di rovina anche per gli uomini.

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