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Bertolt Brecht , drammaturgo e poeta di origine tedesca nato nel 1898; fu tra le figure più rappresentative dell'arte e della cultura del Novecento. Nacque ad Augusta , in Germania, e cominciò a scrivere e pubblicare nel corso del primo conflitto mondiale. Si dedicò poi al teatro , ottenendo un buon successo con Tamburi nella notte e, nel 1928, con L'opera da tre soldi, di vasta risonanza.
Esule dalla Germana all'avvento del nazismo, visse successivamente in Danimarca, Svezia, e Stati Uniti. Ritornò nel 1948 nella Germania dell'Est , dove organizzò e diresse la celebre compagnia teatrale del Berliner Ensemble, che rappresentò in tutta Europa i suoi drammi: Madre Courage e i suoi figli (1939), Vita di Galileo (in 3 successive redazioni , dal 1938 al 1955), L'anima buona del Sezuan (1940). Pubblicò due raccolte di poesie: Canzoni, poesie , cori (1934) e Poesie di Svendborg (1939). La poesia di Brecht viene da lui stesso concepita, come del resto i drammi, alla stregua di un vero e proprio strumento di maturazione umana e civile. Essa dovrebbe indurre il lettore a una presa di coscienza dei problemi del mondo, grazie ai messaggi di carattere politico-sociale in essa contenuti. L'autore predilige forme chiare e didascaliche , dove anche la prevedibile facilità del ritmo aiuta a rendere più immediatamente intelligibile le tematiche su cui riflettere.

Domande di un lettore operaio da Poesie di Svendborg (1939) Bertolt Brecht

Il poeta immagina che un operaio , ripensando ad alcuni eventi significativi del passato e a certe tappe della storia "ufficiale" (quelle dei grandi avvenimenti e dei grandi personaggi ), si ponga delle domande sul loro
signoficato e sui veri protagonisti del cammino della civiltà umana. Il titolo stesso della lirica indica la precisa posizione ideologica del poeta: a fare le domande non è infatti, un lettore indistinto, ma un operaio , uno degli innumerevoli operai che, ignoti, hanno costruito con le loro mani la storia , all'ombra e a favore dei potenti. La poesia , che si sviluppa come una vasta panoramica storica puntualmente intervallate da interrogative di tipo retorico, prende le mosse dalle vicende più antiche, che sconfinano nella leggenda , per poi allargare lo sguardo nel tempo e nello spazio, a significare l'immutabile ripetersi di una condizione identica in ogni continente della Terra.
Le parole di Brecht suonano come denuncia, ma hanno anche il valore di un omaggio agli schiavi, agli operai , ai soldati sconosciuti, uniti da un destino comune, quello di protagonisti ,e a un tempo le vittime , di un processo
storico che si è servito di loro per poi dimenticarne l'opera. Questa lirica è , dunque, la giusta celebrazione di quella storia minore fatta di impegno quotidiano, che ha lasciato la sua impronta nei palazzi sontuosi, nelle opere

difensive, nelle vittorie di cui si sono fregiati.


Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,chi altrettante la riedificò?
In quali case di Lima lucente d'oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,i muratori?
Roma la grande è piena d'archi di trionfo.Su chi trionfarono i Cesari?
La celebrata Bisanzio aveva solo palazzi per i suoi abitanti?
Anche nella favolosa Atlantide la notte che il mare li inghiottì,
affogavano urlando aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l'India.
Da solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con se nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la flotta gli fu affondata.
Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni.
Chi, oltre a lui, l'ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand'uomo.
Chi ne pagò le spese?
Quante vicende, tante domande.

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