Ominide 11 punti

Sistemi Distribuiti


➔ Definizione generica: Un sistema distribuito è:
◆ un sistema in cui l’elaborazione delle informazioni è distribuita su più calcolatori anziché centralizzata su una singola macchina;
◆ un sistema in cui i componenti hardware o software posizionati in calcolatori collegati in rete comunicano e coordinano le proprie azioni solo tramite lo scambio di messaggi [Coulouris & Dollimore] ;
◆ un sistema in cui il fallimento di un calcolatore di cui nemmeno conosci l’esistenza può rendere inutilizzabile il tuo calcolatore [Lamport] .
➔ Definizione astratta: Un sistema distribuito è costituito da un insieme di applicazioni logicamente indipendenti che collaborano per il perseguimento di obiettivi comuni attraverso un’infrastruttura di comunicazione hardware e software N.B. Le applicazioni che vengono eseguite nei sistemi distribuiti possono assumere diversi ruoli: client quando utilizzano servizi messi a disposizione da altre macchine, server quando offrono servizi ad altre macchine ed actor quando invece sono una combinazione di client e server.

Vantaggi dei sistemi distribuiti


➔ Affidabilità e tolleranza ai guasti: Data la ridondanza di macchinari, questo tipo di sistema è possibile prevenire il guasto dei componenti predisponendo contromisure automatiche (per esempio indicando via software che componente utilizzare in caso di avaria). Ci si ritroverà quindi in una situazione di guasto parziale, dove il malfunzionamento di una macchina comporterà solo un rallentamento del sistema e non l’avaria totale. N.B. Chiaramente questo vantaggio non sarà valido per le macchine che vantano di una buona indipendenza rispetto al sistema.
➔ Integrazione: Questo tipo di sistemi sono in grado di mettere in comunicazione tra di loro svariate macchine estremamente diverse tra di loro anche come tipologia, purché siano in grado di interfacciarsi allo stesso sottosistema di comunicazione.
➔ Trasparenza: Lavorando con il sistema non ci si accorgerà di lavorare con più macchine, ma bensì con una sola. In particolare secondo l’ANSA saranno di particolare importanza la trasparenza di accesso e di locazione, ovvero i dati devono essere accessibili e locati come se fossero su una singola macchina.
➔ Economicità: I costi di un sistema distribuito di elaboratori risulterà più basso rispetto a quelli di un mainframe. Inoltre va tenuto presente della possibilità di ampliare il proprio parco macchine obsoleto (legacy) con nuove più aggiornate senza gettare le precedenti, ma sfruttando il principio di integrazione. Infine grazie all’affinità del sistema di connettività e collaborazione sarà possibile condividere tra più macchine risorse ed apparecchiature costose.
➔ Apertura: Grazie alla definizione di protocolli standard saranno possibili processi di interoperabilità - la possibilità di implementazione su diverso hardware - , portabilità - la possibilità di implementazione su diverso software - ed ampliabilità - la possibilità di ampliamento sia hardware che software.
➔ Scalabilità: La crescita di un sistema distribuito non è limitata come nel caso dei sistemi centralizzati e comporta l’aumento del carico delle richieste. Svantaggi dei sistemi distribuiti
➔ Produzione del software: Più complesso da produrre, che necessita di standard e tecnologie di portabilità multipiattaforma.
➔ Complessità: Un sistema distribuito è fisicamente più complesso da gestire rispetto ad uno centralizzato e richiede complicate tecniche di comunicazione.
➔ Sicurezza: Essendo per definizione distribuito su più host al fine di impedire l’intercettazione dei dati sono necessari accorgimenti di tutela degli utenti.
➔ Comunicazione: Affinché i computer possano comunicare tra loro sono necessari nuovi sistemi e nuove tecnologie telematiche.
Hai bisogno di aiuto in Informatica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove