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Regole lessicali del linguaggio C


Le parole valide sono usate per la codifica dei programmi, in C le principali categorie
lessicali o token sono:
- Parole chiave o parole riservate o keywords, che non possono essere utilizzate
come identificatori di variabili o funzioni. Per ISO C89 ci sono 32 keywords:
auto break base char const continue default do double else enum extern float for goto if int long register return short signed sizeof static struct switch typedef union unsigned void volatile while
- Identificatori, parola composta da caratteri maiuscoli e minuscoli dell’alfabeto, dalle cifre e da _.
Regole per nome degli identificatori:
• il primo carattere non può essere una cifra
• non si possono usare le parole chiave
• sono case-sensitive, minuscole e maiuscole sono diverse
• non ci sono limiti specifici per la lunghezza, l’implementazione del compilatore considera significativi almeno i primi 31 caratteri per le variabili automatiche, mentre per i nomi di funzioni e di variabili esterne questo numero può essere anche inferiore, poichè compilatori e assemblatori potrebbero usare nomi esterni su cui non si ha alcun controllo, si garantiscono quindi solo sui primi 6 caratteri Vengono utilizzati per:
• nomi di variabile o funzione
• membro o nome di struct, union ed enum
• nome di tipo (con typedef)
• nome di macro o parametro di macro
- Costanti letterali, che vengono suddivise in:
• Costanti intere, sequenza di cifre ed eventualmente lettere, il primo carattere deve essere una cifra. Può avere segno + o -. Può avere un prefisso che specifica la base: ottale (‘0’), esadecimale (‘0x’ o ‘OX’).
• Costanti decimali o in virgola mobile, numero reale che può essere scritto utilizzando la forma decimale o la notazione scientifica:
[<Parte Intera>][.<Parte Decimale>][E[<Segno>]<Esponente>]
• Costanti carattere, racchiuse tra apici ‘ ‘.
E possibile utilizzare caratteri speciali non stampabili, dette sequenze o
caratteri di escape:
\a= segnale acustico
\b= battuta indietro
\f= salto pagina
\n= nuova riga
\b= battuta indietro
\r= ritorno a capo della stessa riga
\t= tabulazione orizzontale
\v= tabulazione verticale
\\= \ barra rovesciata
\= ‘ apice singolo
\?= ? punto di domanda
\”= " doppi apici
\0= NULL Carattere nullo o di fine stringa
È possibile rappresentare un simbolo nel set di caratteri della macchina usando \ooo.
- Stringhe letterali o costanti alfanumeriche, sequenza di caratteri compresi tra doppi apici “ “, usando i caratteri disponibili sul calcolatore, in genere i caratteri Unicode
- Commenti
- Segni di punteggiatura e operatori
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