Ti è mai capitato di provare qualcosa per una persona senza riuscire a spiegarti esattamente perché? Magari non corrisponde affatto al tuo ideale, ha un carattere molto diverso dal tuo oppure sai già che una relazione sarebbe complicata. Eppure, per qualche ragione, continui a pensarci.
È in situazioni come queste che torna spesso in mente una delle citazioni più famose della filosofia: "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce", attribuita al filosofo, matematico e scienziato francese Blaise Pascal.
Poche parole, scritte nel Seicento, che sembrano descrivere perfettamente una contraddizione che conosciamo tutti: da una parte ciò che sentiamo, dall'altra ciò che pensiamo sarebbe più giusto fare.
Ma c'è una curiosità che rende questa frase ancora più interessante. Pascal non stava parlando dell'innamoramento romantico. Il suo ragionamento riguardava soprattutto la fede, la conoscenza e la possibilità di comprendere alcune verità attraverso qualcosa di diverso dal ragionamento logico.
Nel corso dei secoli, però, le sue parole sono diventate una delle espressioni più utilizzate per raccontare la complessità dei sentimenti.
E allora, che cosa può suggerirci oggi questa frase sul rapporto tra amore e razionalità? Ecco cinque riflessioni che partono dal pensiero di Pascal e arrivano fino alle nostre esperienze quotidiane.
Indice
Cosa ti attrae davvero di una persona
Partiamo dalla domanda che ti fai quando una persona ti piace "senza motivo": che cosa mi attira, esattamente? La risposta può stare in caratteristiche che non avevi mai considerato importanti.
Può essere il modo in cui ti ascolta, la sensazione di fiducia che ti trasmette, una complicità che a parole fatichi a descrivere. Oppure un mix di caratteristiche che non avevi mai considerato importanti, finché non te le sei ritrovate davanti.
Il punto è che l'attrazione e l'affetto funzionano in un altro modo rispetto a una checklist di requisiti da spuntare uno dopo l'altro. Puoi avere in testa il tuo "tipo ideale" nei minimi particolari e poi accorgerti che la persona a cui pensi di continuo non ci assomiglia per niente.
Vale anche per il carattere. Persone molto diverse tra loro possono sviluppare un legame profondo, mentre due persone che sulla carta sembrerebbero perfette insieme possono restare indifferenti l'una all'altra.
Attenzione però a non leggere tutto questo come una prova che i sentimenti siano infallibili. Il fatto che un'attrazione sia difficile da spiegare dice qualcosa su come funziona, ma lascia aperta la domanda se quella persona sia giusta per te.
Cosa voleva dire davvero Pascal con il cuore
Qui arriva lo spoiler: Pascal, con quella frase, pensava a tutt'altro che all'innamoramento romantico. Al centro del suo pensiero c'erano soprattutto la fede, la conoscenza e il modo di raggiungere alcune verità senza affidarsi soltanto alla logica.
Pascal, nato nel 1623 e morto nel 1662, visse in una Francia attraversata da grandi trasformazioni scientifiche e da accesi dibattiti filosofici e religiosi. La frase compare nei Pensieri, una raccolta di appunti pubblicata dopo la sua morte, nel 1670.
In quelle pagine il cuore rappresenta anche una forma di conoscenza immediata. È la facoltà con cui l'essere umano coglie alcuni principi fondamentali senza doverli dimostrare con una lunga catena di ragionamenti.
La ragione, invece, procede per prove, deduzioni e argomentazioni. Per Pascal le due strade hanno funzioni diverse, e questa distinzione non significa che una debba sempre prevalere sull'altra.
Il filosofo, insomma, non sosteneva che i sentimenti abbiano sempre ragione o che un impulso valga più di un ragionamento. Voleva mostrare che il pensiero razionale lascia fuori alcuni dei modi con cui l'uomo conosce e interpreta la realtà.
Il contesto è anzitutto religioso. Subito dopo la celebre frase, Pascal affronta il rapporto tra l'amore per Dio e l'amore per se stessi, e nei frammenti vicini sostiene che la fede non si possa ricondurre interamente alla dimostrazione razionale.
Il passaggio dalla filosofia alle storie d'amore è arrivato dopo, con la diffusione della citazione. Ed è un passaggio che sui social spesso si perde: quella frase nasce come riflessione sulla conoscenza e sulla fede, molto prima che come consiglio sentimentale.
Se ti piace chi ti fa stare male
Ti è mai capitato di sentire un'amica o un amico dire "lo so che non mi fa bene, ma non riesco a staccarmi"? Si può provare attrazione per qualcuno anche quando la relazione è complicata o porta più preoccupazioni che serenità.
Magari gli amici ti fanno notare delle incompatibilità evidenti, eppure chiudere sembra impossibile. La frase di Pascal viene spesso tirata in ballo proprio in questi casi: la testa indica una direzione, i sentimenti trascinano dall'altra.
Usarla come giustificazione per qualunque scelta, però, è un errore. Essere attratti da una persona non significa automaticamente che il rapporto sia positivo per te.
Un sentimento può convivere con mancanza di rispetto, comportamenti che feriscono o bisogni che non si incastrano. Provare qualcosa e accorgersi che qualcosa non va sono due cose che possono stare insieme, anche quando sembrano in conflitto.
Per farla breve, la mossa utile è separare i piani: da una parte ciò che provi, dall'altra ciò che succede davvero nella relazione. Distinguerli aiuta a prendere decisioni più consapevoli.
Le emozioni ti dicono che cosa desideri, la riflessione ti aiuta a capire come vivere quel desiderio. Puoi sentirti attratto da qualcuno senza dover agire subito, scegliere di conoscerlo meglio prima di decidere, oppure amarlo e riconoscere comunque che la relazione non funziona.
Anche il rapporto con te stesso entra in gioco. Quando ti innamori puoi scoprire paure, aspettative, insicurezze e bisogni affettivi che prima conoscevi poco: cerchi qualcuno che ti ascolti, che ti rassicuri, con cui condividere progetti, o qualcuno che ti faccia sentire sempre approvato?
Nessuna formula per innamorarsi
Prima di essere ricordato come filosofo, Pascal fu un matematico e uno scienziato di primo piano.
Diede un contributo alla teoria delle probabilità, analizzò i fenomeni causati dalla pressione atmosferica e ideò una delle prime calcolatrici meccaniche. Numeri, dimostrazioni e metodo scientifico erano il suo terreno.
Proprio lui riconosceva che una parte di ciò che conta nell'esperienza umana sfugge alla dimostrazione. E se ci pensi, con i sentimenti succede qualcosa di simile.
Puoi elencare le qualità di una persona, spiegare quali interessi in comune avete, indicare le caratteristiche che per te contano in una relazione. Nessun calcolo, però, può dimostrare che due persone debbano necessariamente innamorarsi.
Due persone possono condividere moltissimo e non provare alcuna attrazione reciproca. Al contrario, due persone in apparenza agli antipodi possono costruire un legame profondo, ed è esattamente la situazione da cui siamo partiti.
Questo non vuol dire che l'amore sia fuori dalla portata della scienza. Psicologia e biologia aiutano a capire molti aspetti dei rapporti umani, ma un'esperienza personale così complessa non si riduce a una formula matematica.
La conoscenza razionale, da sola, non basta a far nascere un sentimento. Il cuore può avere ragioni che non sai ancora spiegare: imparare ad ascoltarle, però, va di pari passo con lo sforzo di capirle.