
Fare previsioni sulle tracce di attualità della Maturità è sempre un esercizio di stile un po’ rischioso, una cosa però è certa: da quest’anno, complice anche la riforma della Maturità, i commissari presteranno ancora più attenzione alla capacità di sapersi muovere nel mondo, non solo di conoscerlo.
Detto in modo semplice, non basterà "sapere le notizie". Bisognerà saperle leggere, collegare, spiegare – senza cadere nell'effetto riassuntino copiato dal feed.
Proprio per questo, nella nuova puntata di #Sapevatelo, il format di approfondimento di Skuola.net condotto dal direttore Daniele Grassucci, si è parlato dei possibili temi di attualità per la Maturità 2026 insieme a Domenico Catagnano, vicedirettore di Tgcom24: una persona che con l’attualità lavora ogni giorno e che, tra guerre, intelligenza artificiale, overtourism, Olimpiadi e cambiamento climatico, ha provato a indicare non solo quali argomenti potrebbero essere “caldi”, ma anche come affrontarli senza cadere nei soliti luoghi comuni.
Mai come quest’anno, infatti, arrivare all’esame con uno sguardo più ampio - soprattutto quando si parla di temi delicati come l’IA e i conflitti internazionali - potrebbe fare la differenza.
E allora: quali sono i temi da ripassare davvero in vista della Maturità 2026? E quali errori evitare se dovessero uscire nella traccia di attualità? Ecco i consigli emersi durante la puntata: continua a leggere per scoprirli e guarda l’episodio di #Sapevatelo direttamente su YouTube!
Indice
- Guerra e attualità internazionale: evitare l’effetto “tifoseria”
- Intelligenza artificiale: non demonizzarla, imparare a usarla
- Overtourism: città d’arte o parchi a tema?
- Olimpiadi: grande festa o grande business?
- Cambiamento climatico: partire dai dati, non solo dalle emozioni
- I due temi più probabili secondo Catagnano
- E per l’analisi del testo? Occhio a Flaiano ed Eco
- Glossario: i termini da conoscere per non fare scena muta
- 3 consigli pratici per affrontare la Tipologia C
Guerra e attualità internazionale: evitare l’effetto “tifoseria”
Il primo tema affrontato è anche quello più delicato: la guerra. Non solo perché i conflitti sono tornati al centro dell’attualità internazionale, ma perché oggi arrivano agli studenti in modo continuo, diretto - spesso confuso - via social.
Video su TikTok, immagini su Instagram, aggiornamenti su Telegram, contenuti generati o manipolati con l’intelligenza artificiale: la guerra, anche quando non è “sotto casa”, entra ogni giorno dentro lo smartphone.
Per Catagnano, proprio per questo, una traccia sulla guerra avrebbe una probabilità alta di uscire. Ma il punto non sarebbe schierarsi in modo automatico, né ripetere frasi già sentite. “La propaganda c’è da una parte e dall’altra”, spiega il vicedirettore di Tgcom24, invitando gli studenti a non fermarsi alla “semplice analisi a pappagallo”.
Davanti a un tema così complesso, la vera differenza può farla la capacità di ragionare. Non basta dire chi ha torto e chi ha ragione. Serve mostrare di aver capito che la realtà internazionale è fatta di interessi, responsabilità, vittime, potere, narrazioni e conseguenze.
Catagnano usa un’immagine molto chiara: “Bisognerebbe rivalutare il grigio”. Che non significa giustificare tutto o mettere sullo stesso piano chi aggredisce e chi subisce, ma provare a “avere il quadro più ampio possibile di quali sono le forze in gioco”.
In altre parole, evitare l’approccio da curva: “Io tifo X, tu tifi Y”. Per affrontare bene una traccia sulla guerra, dice, servirebbe “un occhio meno da ultrà e più da analista”.
Tradotto per la Maturità: se dovesse uscire un tema sui conflitti, l’errore più grande sarebbe scriverlo come un post da boomer arrabbiato su FB o come un riassunto di notizie.
Meglio partire dai fatti, distinguere informazione e propaganda, collegare il tema alla disinformazione online e chiudere con una riflessione sulla responsabilità di chi legge, condivide e interpreta le notizie.
Intelligenza artificiale: non demonizzarla, imparare a usarla
Altro tema fortissimo: l’intelligenza artificiale. E qui Catagnano parte da una frase semplice, ma molto efficace: “Hanno inventato l’intelligenza artificiale, bisogna imparare ad usarla”.
Un modo per dire che l’AI non è più un’ipotesi da futuro lontano: è già dentro la scuola, il lavoro, l’informazione, la creatività, la comunicazione quotidiana.
Secondo il vicedirettore di Tgcom24, l’arrivo mainstream di ChatGPT è stato uno shock vero: da quel momento, il dibattito si è diviso tra chi teme la fine di intere professioni e chi vede nell’AI uno strumento utile per liberare tempo, automatizzare alcune attività e supportare il lavoro umano.
Catagnano si colloca più nella seconda posizione: l’intelligenza artificiale può aiutare, ma “dietro ci deve essere sempre un controllo umano”. Non è una bacchetta magica, non è una scorciatoia senza rischi e non è nemmeno un mostro da vietare. È uno strumento potente, e proprio per questo va conosciuto.
Il punto centrale, soprattutto per la scuola, è l’educazione all’uso. Catagnano lo dice chiaramente: “È giusto iniziare, e lì parlo dalla scuola, a fare in modo che venga insegnata l’intelligenza artificiale”.
In un tema di Maturità sull’AI, quindi, si potrebbe evitare sia il catastrofismo sia l’entusiasmo ingenuo. Una traccia ben sviluppata potrebbe partire da questa domanda: l’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo o cambierà il modo in cui l’uomo lavora, studia e produce contenuti?
Per Catagnano, la chiave è imparare “a conoscerla, a usarla, a farsela amica”. E soprattutto ricordarsi che ogni rivoluzione tecnologica cambia ciò che c’era prima: “Il cinema non ha fatto morire il teatro, il teatro si è trasformato; la televisione non ha fatto morire il cinema, il cinema si è trasformato”.
Overtourism: città d’arte o parchi a tema?
Tra i possibili argomenti di attualità c’è anche l’overtourism, cioè il turismo di massa che sta cambiando il volto di molte città.
Roma, Firenze, Venezia, ma anche tanti centri storici più piccoli: luoghi pieni di arte e cultura che rischiano, però, di diventare spazi pensati più per chi passa qualche giorno in vacanza che per chi ci vive tutto l’anno.
Il problema, secondo Catagnano, esiste. Ma anche qui bisogna evitare una lettura troppo semplice. Da una parte ci sono i residenti, che chiedono affitti sostenibili, servizi, quartieri vivibili.
Dall’altra ci sono i turisti, che portano economia e vorrebbero accedere un patrimonio culturale che non appartiene solo a chi abita in una città, ma in qualche modo anche a tutti.
Il nodo è trovare equilibrio. Catagnano parla di “una soluzione di buon senso”, capace non tanto di accontentare tutti, cosa difficilissima, ma almeno di non “scontentare tutti”.
Gli affitti brevi, spiega, hanno “scardinato un po’ tutto”: hanno creato nuove possibilità di alloggio, ma hanno anche trasformato alcuni centri in spazi sempre meno abitabili.
Per una traccia di attualità, questo tema può essere molto interessante perché permette di collegare economia, diritto alla casa, tutela del patrimonio, turismo, lavoro e identità urbana. La domanda potrebbe essere: una città d’arte deve essere pensata prima per i residenti o per chi la visita?
Olimpiadi: grande festa o grande business?
Nel confronto entra anche il tema delle Olimpiadi, soprattutto dopo Milano-Cortina 2026. Da una parte c’è il fascino dello sport, l’idea dei cinque cerchi, l’incontro tra popoli e atleti, il clima di festa.
Dall’altra ci sono i costi, gli sponsor, gli impianti, la sostenibilità, le opere da costruire e tutto il marketing annesso.
Catagnano racconta anche la sua esperienza personale da spettatore a Milano-Cortina: “È un clima fantastico”, dice, descrivendo una città più viva, piena di persone, eventi e persino collezionisti di pin olimpiche che si scambiavano spille come fossero figurine.
Ma non bisogna fermarsi solo alla parte più bella. Secondo Catagnano, le Olimpiadi vanno vissute come occasioni, ma a una condizione: devono lasciare qualcosa di utile. Gli impianti, le infrastrutture e gli investimenti dovrebbero diventare “veramente una risorsa per la città” e per il territorio.
Qui entra il lato più problematico: cosa resta dopo? Gli impianti vengono usati o abbandonati? Sono sostenibili? Quanto costano all’ambiente? Quanto pesano sulle comunità locali?
In un tema di Maturità, le Olimpiadi potrebbero diventare un ottimo punto di partenza per parlare del rapporto tra sport, economia e sostenibilità.
Cambiamento climatico: partire dai dati, non solo dalle emozioni
Il cambiamento climatico resta uno dei temi più probabili quando si parla di attualità. Ma anche qui Catagnano invita a fare attenzione al modo in cui lo si affronta. Il rischio, soprattutto in un tema d’esame, è scrivere un testo molto emotivo, pieno di indignazione, ma poco solido.
“La problematica c’è”, dice Catagnano. Ma bisogna “partire dai dati più che dalle emozioni”. Questo non significa svalutare le proteste o dire che i giovani sbagliano a mobilitarsi.
Anzi: secondo lui, “è giusto metterci la faccia”, manifestare, farsi sentire, anche con azioni forti. Il punto, però, è che a un esame serve un altro tipo di forza: la capacità di argomentare.
Catagnano lo spiega con un’immagine molto diretta: alla Maturità non si può arrivare “con il secchio di vernice” da tirare contro la commissione, lanciando una provocazione ai ragazzi e alle ragazze di Ultima Generazione.
Quindi, se uscisse una traccia sul clima, meglio evitare frasi generiche tipo “dobbiamo salvare il pianeta” e provare invece a mettere insieme urgenza, dati, responsabilità individuali, scelte politiche, modelli di sviluppo e comunicazione pubblica.
I due temi più probabili secondo Catagnano
Alla fine, il direttore Grassucci chiede al vicedirettore di fare un gioco: se fosse lui, per un giorno, a scegliere le tracce di attualità della Maturità 2026, quali inserirebbe?
La risposta è netta: “Sicuramente quella della guerra” e “l’intelligenza artificiale”. Sono, secondo lui, “i due temi imprescindibili”, non perché gli altri siano poco importanti, ma perché questi due hanno ricadute enormi e trasversali.
Riguardano la politica, l’informazione, la tecnologia, la scuola, il lavoro, la società e il modo stesso in cui interpretiamo la realtà.
Se la guerra costringe a ragionare su propaganda, geopolitica e responsabilità dell’informazione, l’intelligenza artificiale apre domande decisive sul futuro dello studio, delle professioni e del rapporto tra umano e macchina. Due temi molto diversi, ma con un punto in comune: non si possono affrontare con frasi fatte.
E per l’analisi del testo? Occhio a Flaiano ed Eco
Non solo Tipologia C. Durante la puntata si parla anche di possibili autori per l’analisi del testo. E qui Catagnano fa due nomi: Ennio Flaiano e Umberto Eco.
Flaiano viene definito “un genio”, un autore contemporaneo “purtroppo poco studiato a scuola”, capace di leggere la realtà con battute fulminanti e uno sguardo lucidissimo.
Eco, invece, viene indicato come un autore enorme, da affrontare in tutte le sue dimensioni: “c’è l’Eco saggista, c’è l’Eco semiologo, c’è l’Eco giornalista, c’è ovviamente l’Eco scrittore”.
Catagnano ricorda anche che Umberto Eco era già stato protagonista di una traccia nel 2016, poco dopo la sua morte. Questo non significa che possa uscire di nuovo, ovviamente.
Ma resta un nome importante da tenere presente, soprattutto per chi vuole ripassare autori meno mainstream capaci di collegare letteratura, comunicazione, cultura di massa e attualità.
Glossario: i termini da conoscere per non fare scena muta
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AI Act: la prima legge al mondo sull'intelligenza artificiale, varata dall'Unione Europea per regolamentarne l'uso.
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Bias (Algoritmico): errori sistematici di un'intelligenza artificiale che derivano da pregiudizi inseriti (volontariamente o meno) nei dati di addestramento.
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Overturismo: fenomeno per cui una destinazione turistica riceve un numero di visitatori tale da danneggiare la qualità della vita dei residenti e l'integrità del luogo.
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Zona Grigia: in analisi geopolitica, si riferisce a situazioni complesse che non possono essere ridotte a una semplice contrapposizione "bene vs male".
3 consigli pratici per affrontare la Tipologia C
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Spegni il "tifo", accendi il cervello: se scegli una traccia sulla guerra, non usare aggettivi troppo carichi di emotività. Usa i dati, cita i trattati internazionali e mantieni un tono da analista. La commissione cerca maturità, non attivismo.
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Cita le fonti "Digital": se parli di informazione, cita il ruolo delle All News (come Tgcom24) e confrontalo con il flusso caotico dei social. Spiegare come ci si informa è importante quanto l'informazione stessa.
- L'uomo al centro: qualunque sia il tema (AI o Clima), riporta sempre il discorso sulla responsabilità individuale. Non dare la colpa alle "macchine" o ai "governi" in astratto; analizza cosa può fare l'individuo.